Home Politica “Voglia di Gabbianelli”, l’unico “uomo svolta” possibile per ridare dignità a Viterbo: l’ex sindaco ha già detto no, ma la città non si arrende
“Voglia di Gabbianelli”, l’unico “uomo svolta” possibile per ridare dignità a Viterbo: l’ex sindaco ha già detto no, ma la città non si arrende

“Voglia di Gabbianelli”, l’unico “uomo svolta” possibile per ridare dignità a Viterbo: l’ex sindaco ha già detto no, ma la città non si arrende

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Ci fa piacere che anche l’house organ della politica viterbese ora scriva di quello che noi andiamo dicendo da anni: che in città la “voglia di Gabbianelli” cresce col passare del tempo e prende ampi e vari strati della cittadinanza viterbese, sia a destra che nel centrosinistra. L’ammirazione e la nostalgia per il suo operato sono del tutto trasversali, Gabbianelli ha lasciato un ottimo ricordo di sè in tutti per la tempra, la decisione, il carattere, la professionalità che ha sempre dimostrato, non ultimo anche nel ruolo di Presidente del Consiglio Comunale. E la piattezza avvilente dell’attuale panorama politico, questo festival continuo di riciclati a basso prezzo e privi di capacità come di amore per la cosa pubblica, non fanno altro che aumentare nei cittadini che pensano con la loro testa e non in base ad altro una convinta “gabbianellidipendenza” politica. Più volte l’ex sindaco ci ha assicurato (siamo tra quelli ovviamente che lo vedrebbe “candidato ideale” a primo cittadino) di non avere alcuna intenzione di ripercorrere le strade della politica amministrativa, di stare benissimo senza: conoscendolo come uomo di parola siamo sicurissimi che dica il vero e che rifiuterà ogni invito a ripresentarsi alle comunali. C’è da dire però che fino alla compilazione ufficiale di tutte le liste cittadine il due volte sindaco sarà sicuramente sottoposto al corteggiamento serrato di tanti e conoscendo il suo animo battagliero e la sua passione civile dovrà farsi molta forza per non accettare, cosa che però riuscirà a fare con nettezza, ne siamo sicuri. A meno che a vedere la sua città in condizioni sempre più miserabili, in mano al dilettantismo più arrogante e becero e al pressappochismo più umiliante per tutti, non scatti in lui la decisione ultrameditata, sofferta e pragmatica (di voglia di fare ne ha sicuramente dentro ancora tanta, indomita) di mettere nuovamente il suo talento e il suo saper amministrare al servizio di una città in stato più che comatoso che un nuovo quinquennio di affamati sciacalli senza storia e dignità porterebbe ad un definitivo tracollo. La Viterbo stanca di beghe da squallida osteria, di affari e affarucci che costituiscono la politica di oggi, si augura che ciò avvenga, che l’unico “top player” che ha (che è ancora in grado di risolvere le partite da solo, anche in zona Cesarini) schieri una sua lista civica alla fine per le prossime comunali, ovviamente distantissima dall’originario, ma ormai da lui lontano anni luce centrodestra di oggi: sappiamo che forse parliamo di utopie, ma in tempi grami come questi riscaldano tanto il cuore e accendono almeno la speranza.

(pasquale bottone)

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