Viva Viterbo chiama, il centrodestra non risponde: cronaca di un “salto della quaglia” più difficile del previsto

Dopo la lunga liasòn con il centrosinistra che a Rossi & C non portò certo disgrazie, isolamenti e vita grama, Viva Viterbo da quando ha deciso di lasciare l’amministrazione Michelini lavora alla ricerca di una ricollocazione politica che  possa portarla ad apparire (non ad essere, ovviamente..) forza antisisistema: ecco quindi che Fioroni & Friends diventano improvvisamente capibastone che tutto paralizzano, il vecchio più vecchio che c’è da estirpare come una malapianta: contando ovviamente sulla mancanza di memoria della gente che tutto dimentica in fretta e sul quadro politico generale più che mediocre e deprimente: di qui l’appello dell’ex assessore Barelli al centrodestra (formato da tutte vergine e mammolette, come si sa) a costruire un percorso comune e  a combattere il malgoverno della città, istituendo anche magari delle apposite primarie di coalizione (sarebbe un ritorno alle origine per gran parte dei vertici di Viva Viterbo provenienti dalla destra post-fascista). Il messaggio è partito con dirette ammissioni di grande predisposizione all’ennesimo “salto della quaglia”, ma non ha trovato grande accoglienza per il momento: del signor C (caffeina, alias signor Rossi) si fidano in pochi essendo ben avvezzo alle improvvise giravolte e agli imprevisti cambi di casacca; all’interno del centrodestra esistente e di quello futuro possibile le reazioni sono state più che tiepide, con la Fortini decisamente contraria, anzi infuriata per la sola eventualità, Santucci tatticamente meno chiuso al confronto, ma molto scettico e Marini e Sabatini silenziosi e inappetenti come dinanzi alla degustazione di un piatto non gradito; l’unico che non ha opposto veti è stato Mauro Rotelli, vecchio amico del signor C a cui lo lega anche una visione prevalentemente manageriale ed autogratificante della politica ( ma in Fratelli d’Italia non mancano quelli che restano molto perplessi su un possibile accordo come Buzzi e Ubertini). Certo manca ancora un anno alle elezioni e in una situazione del genere ampiamente degradata e piena di casi di utilitaristico trasformismo tutto può ancora succedere, è evidente  però che il primo appello di Viva Viterbo è passato del tutto inascoltato.

(p.b.) 

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