Home Cronaca Viterbo, vita cittadina: Matteucci e Viterbo Civica da tempo ormai azzeccano tutto, prendiamone atto
Viterbo, vita cittadina: Matteucci e Viterbo Civica da tempo ormai azzeccano tutto, prendiamone atto

Viterbo, vita cittadina: Matteucci e Viterbo Civica da tempo ormai azzeccano tutto, prendiamone atto

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L’evidenza non si può negare e negli ultimi tempi è sotto gli occhi di tutti come le uniche iniziative di discontinuità con il solito immobilismo viterbese siano state quelle ideate dal gruppo Viterbo Civica e dal suo presidente Lucio Matteucci.

Un  ” tre su tre” di tutto rispetto, in attesa di un poker che non tarderà ad arrivare. Impresa non da poco restituire praticamente a costo zero la festa del Carnevale alla città, non minore quella di aver  acceso i riflettori su Prato Giardino o sulla pericolosa impraticabilità della Cassia.

Si, Matteucci e Viterbo Civica non hanno sbagliato nulla ultimamente,  e stiamo parlando di lodevole spontaneismo civico, figuriamoci se fosse organizzato e arricchito dall’apporto di personalità settoriali: associazione e presidente si sono guadagnati una centralità nel panorama cittadino che non potranno smarrire: certo che da loro ora non ci aspettiamo neanche il residuo di una contrapposizione meramente ideologica, ma la proposta e la collaborazione continua e attenta con cittadini e istituzioni.

Matteucci ha saputo sinora tenersi distante dalla politica, deve ancora di più marchiare questo distacco, tenendosi alla larga da possibili strumentalizzazioni, rendendosi portavoce di istanze di voglia di fare di una Viterbo che un sistema dei partiti totalmente inadeguato e dilettantesco ha posto in condizioni disastrose, assieme alla troppo frequente apatica rassegnazione dei cittadini.

Deve iniziare una nuova fase di dialogo e di ascolto tra cittadini, istituzioni, partiti, Matteucci e Viterbo Civica hanno tutto per farsi facilitatori di questa nuova fase di contatto e collaborazione, che non deve prevedere indici puntati contro nemici o violente polemiche fini a se stesse, ma un darsi da fare comune ininterrotto e generale che possa aprire alla città le porte di una rinascita consapevole e matura.

(pasquale bottone)

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