Home Politica Viterbo-Urlo “popolare”, “Un altro Pd è possibile”, l’area “moderata e riformista” dei democrats presenta “Iniziativa democratica” e ufficializza la sua non partecipazione al congresso del partito
Viterbo-Urlo “popolare”, “Un altro Pd è possibile”, l’area “moderata e riformista” dei democrats presenta “Iniziativa democratica” e ufficializza la sua non partecipazione al congresso del partito

Viterbo-Urlo “popolare”, “Un altro Pd è possibile”, l’area “moderata e riformista” dei democrats presenta “Iniziativa democratica” e ufficializza la sua non partecipazione al congresso del partito

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L’area “moderata e riformista” del pd, guidata da Peppe Fioroni e Luisa Ciambella si è riunita stamane al gran caffè Schenardi per presentare la sua nuova idea organizzativa, “Iniziativa democratica” ed ufficializzare la sua non-partecipazione al congresso del partito.

Una conferenza dal ritmo sostenuto, dove le polemiche dirette non sono mancate e dove il leit motiv che aleggiava nell’aria ininterrotto era “un altro pd è possibile” e i riferimenti sostanziali ad una certa politica di “centralismo democratico post comunista” sono apparsi frequenti e voluti.

A partire l’ex vice-sindaco Luisa Ciambella, bisogna dire sempre più a suo agio nei panni della leader, che prima solidarizza con la Segre e la pericolosa era di revanchismo populista, poi legge il documento redatto per l’occasione dai “moderati e riformisti viterbesi”, Iniziativa democratica, in cui la linea di gestione dell’attuale partito locale viene contestata in molti punti, dalla gestione definita “disastrosa” della Talete al “diritto allo studio di tanti studenti viterbesi non tutelato”, dalla “gestione politica di una sanità poco meritocratica e senza trasparenza, dove vengono elusi i diritti dei cittadini i quali dovrebbero essere curati per diritto e non per concessione con efficienza e competenza, non per appartenenza”, ad una “situazione ambientale critica dove la salute dei cittadini non viene difesa nonostante le richieste che giungono numerose da tutta la Tuscia”.

La Ciambella stigmatizza come la maggioranza che guida il pd locale “non lavori per il bene comune, sul rispetto dell’altro e sulla fruizione dei diritti”, ma solo per “gestire il potere” mentre “sarebbe necessario darsi da fare per costruire un’alternativa possibile ai sovranismi e ai populismi, fondata sul contributo di uomini e donne di buona volontà” (l’ex vice-sindaco fa accenno anche ad un clima di paura che, a suo dire, questa gestione locale del partito avrebbe introdotto in molti ambienti di lavoro “con la ripetuta segnalazione e messa all’indice di voci fuori dal coro e contrarie”.

Chiude l’incontro l’intervento di Peppe Fioroni che era da un po’ che mancava da pubblici appuntamenti in città e che tiene a ribadire che lanciare “iniziativa democratica” è un atto d’amore nei confronti di un partito che è nato come sintesi di più esperienze politiche con Veltroni e non per diventare un riedizione egemonica dei ds”.

Fioroni non nasconde che per lui il “partito deve innanzitutto riprendere contatto con l’elettorato contrario al sovranismo prendendo spunto soprattutto da aggregazioni spontanee come quella di Bologna, dove le 12000 persone che si sono messe insieme e scese in piazza lo hanno fatto senza rispondere ad ordini di scuderia. E’questa gente che noi dobbiamo rappresentare unendo la cultura democratica laica e cattolica, non altri”.

Riguardo al congresso provinciale del pd il leader moderato poi aggiunge: “Inutile partecipare se non si è d’accordo su niente e non c’è dialogo, meglio lasciare che il mezzo partito faccia da solo. Per Manuela Benedetti il compito vero e proprio sarà più che di vincere il congresso di riuscire a riprendere il dialogo e a fare gruppo con il 50% di partito “non fedele alla linea”: certo, esiste anche l’opzione di restare “mezzo partito autosufficiente”.

“Ogni politico non smette mai di essere innamorato della sua terra-conclude Fioroni- ed io sono molto preoccupato per le condizioni di Viterbo così come per questo silenzio angosciante che si respira anche in ambito politico. Succedono cose molto gravi e nessuno reagisce, non ci sono polemiche, dibattiti accesi, confronti: un unanimismo spaventoso che sinceramente fa paura e che i viterbesi onesti e perbene devono decidere di combattere con grande decisione. All’interno di questa necessità di rialzare la testa dinanzi al naufragio di una città noi saremo sempre in prima linea. Ricordate Peppino Impastato, l’accostamento può sembrare audace, ma l’importante è che il suo esempio di libertà e di indipendenza resti vivo in tutti noi”.

(pasquale bottone)

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