Viterbo. Una “città in dono” per Natale alla Fondazione Caffeina. Cronaca di una silenziosa “occupazione forzata” che sarebbe stato meglio evitare…

Non è vero che il Natale quando arriva arriva, a Viterbo è già nell’aria come minino da 11 mesi prima… Altrimenti non si spiegherebbe la concessione delle piazze del centro storico per le prossime festività deliberata e approvata in gran segreto dalla giunta Michelini lo scorso febbraio a favore della Fondazione Caffeina che potrà disporre come meglio crede della sempre più “occupata” (da pochi) vetus urbs. Una rassegna o festival (cosiddetto) che, nata come “letteraria”,  è poi diventata omnicomprensiva ed ora anche kindergarten invernale. Piazza del Gesù, piazza della Morte, piazza San Carluccio, piazza San Pellegrino, palazzo Papale trasformate in un villaggio per bambini  dove trovare “elfi, gnomi, troll e altre creature fantastiche” (come scrive esultante “Il Messaggero” del commosso “eterno bambino” Carlo Maria Ponzi). Sembrerebbe quasi una battuta surreale il tutto se non fossimo a Viterbo dove dal 2013 in poi (anno dell’insediamento della giunta Michelini) succede l’impossibile e la città viene puntualmente consegnata a Rossi & Friends che agiscono nella totale mancanza di concorrenza e qualsiasi cosa passi loro per la testa vengono messi in condizione di realizzarla in men che non si dica, fosse il festival da cui tutto nacque, la riflessione mistica ad orologeria (Giubilate), i concerti, la musica, le patate, le fritture, le zeppole e i panzarotti… La situazione, come spesso in Italia, è grave , ma non seria e quindi può anche succedere che iniziative del genere, nate e gestite in maniera opaca poi vadano in scena per davvero, in un quadro cittadino sempre più surreale. Però Natale è Natale ed è di tutti, Michelini, Fioroni, il vescovo o chicchessìa questa non ce la dovevano fare, magari avrebbero dovuto coinvolgerla questa bistrattata cittadinanza prima, verificare se la proposta potesse  essere integrata da altri qualificati apporti, spiegare a tutti l’iniziativa in quale idea di città rientrasse (Viterbo potenziale Disneyland della Tuscia?), rendere tutti partecipi della propria fanciullesca (?) voglia di lirici abbandoni favolistici (ci saremmo commossi, li avremmo applauditi, non criticati…), fare finta che Viterbo fosse anche un po’ nostra invece che tutta loro. Invece  ci toccherà ancora una volta assistere ai giochi fatti in nostra assenza, partecipare da semplici spettatori se ne abbiamo voglia, o prenotare subito un Natale quanto più lontano possibile. Che tempi, che nave partita e subito inabissatasi definitivamente  questa amministrazione del fu centrosinistra viterbese… Ps. Ho sentito parlare anche di piste di pattinaggio in storici luoghi, ma per il momento ho preferito non approfondire…

(pa.bo.)

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