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Viterbo, processi, presunta calunnia a due poliziotti della stradale, assolto il giornalista Paolo Gianlorenzo

Viterbo, processi, presunta calunnia a due poliziotti della stradale, assolto il giornalista Paolo Gianlorenzo

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Assolto perché il fatto non sussiste”. Questa la sentenza pronunciata dal giudice Elisabetta Massini questo pomeriggio nei confronti del giornalista viterbese Paolo Gianlorenzo.
Il processo riguardava la presunta calunnia fatta da Gianlorenzo nei confronti di due poliziotti della stradale in servizio presso la Procura della Repubblica di Viterbo.
Secondo il pubblico ministero Massimiliano Siddi (assente oggi e sostituito da una collega), Gianlorenzo avrebbe accusato i poliziotti di aver manipolato o eseguito delle intercettazioni non autorizzate.
Il 26 settembre 2013 li avrebbe accusati di avere inserito un file audio privato, in un dvd contenente intercettazioni della maxinchiesta “macchina del fango” che gli era stato sequestrato e che aveva chiesto indietro a scopo difensivo.
Secondo il giudice, né l’ispettore Secondiano Veruschi né il suo collega Ferdinando Buggiotti sarebbero stati direttamente accusati di fatti specifici e a Gianlorenzo non fu mai dato modo di potersi chiarire con loro in quei giorni caldi dell’inchiesta Fiorito.
Il pubblico ministero, alla fine del dibattimento, aveva chiesto la condanna a un anno e quattro mesi per il giornalista che invece è stato assolto con formula piena perché “il fatto non sussiste”.
Un’altra importante vittoria portata a termine grazie al lavoro dell’avvocato Franco Taurchini difensore del giornalista viterbese il quale, nell’udienza scorsa, aveva rinunciato alla sua lista testimoniale, per cui dopo quasi sei anni dai fatti, l’istruttoria si è chiusa. Questo pomeriggio doveva essere ascoltato Gianlorenzo ma sempre Taurchini ha ritenuto inutile la testimonianza e chiesto l’assoluzione con formula piena dell’imputato perché il fatto non sussisteva e, letta la sentenza, ha avuto ragione.

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