Home Politica Viterbo, la nota, “notti poco magiche” al centro con la “chiusura” alle 24: una città “turistica” deve inventarsi una pianificazione diversa, serve un progetto collegiale di coalizione
Viterbo, la nota,  “notti poco magiche” al centro con la “chiusura” alle 24: una città “turistica” deve inventarsi una pianificazione diversa, serve un progetto collegiale di coalizione

Viterbo, la nota, “notti poco magiche” al centro con la “chiusura” alle 24: una città “turistica” deve inventarsi una pianificazione diversa, serve un progetto collegiale di coalizione

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Il patto per la notte pare funzionare, o almeno così dice l’assessora Mancini che però ammette che molti commercianti gli incassi di un tempo ora se li sognano e quindi da questo punto di vista qui, quello economico, i conti non tornano…

Ma probabilmente il problema non risiede in un freddo calcolo, tra mancati introiti e rumori molesti, ma in una visione di città che al riguardo non esiste; certo non è facile conciliare le esigenze di tutti e la Mancini (nella foto) sono mesi che ci mette la faccia per risolvere la situazione, ma l’applicazione e la buona volontà, pur lodevoli, non sempre bastano.

Ci vorranno ancor prima idee nuove da parte dell’assessorato allo sviluppo economico e meno timore nell’affermarle nel dialogo con i vari contraenti il patto: l’assioma è che una città che aspira ad essere turistica non può chiudere a mezzanotte d’inverno e a l’una d’estate, perchè viene meno alla sua ragione di essere. E’ anche chiaro che un quartiere come san pellegrino non può essere funestato da eccessi di etilica allegria per tutta la notte.

Ci vuole un progetto per il centro storico nuovo che, all’interno di una indispensabile valorizzazione dello stesso preveda una ridiscussione seria e definitiva del tutto, senza facili scorciatoie, contemplando le esigenze di lobbies di b&B e residenti, ma non restandone schiavi.

Con le proibizioni non si risolvono le questioni, anche se comprendo la vita non facile di amministratori con pochi mezzi economici e senza la possibilità di utilizzare vigili e poliziotti (mancanza di fondi per gli straordinari e incompletezza degli organici) no stop che devono risolvere praticamente situazioni non facili.

E’ per questo che su temi del genere il lavoro deve essere collegiale, non di un solo assessorato e che ci vogliono un po’ di fantasia e di capacità di rischio in più, a partire da una risistemazione del centro che preveda nel giro di uno due anni anche lo spostamento di locali da San Pellegrino verso altre zone della città favorito da un intervento anche economico e di potente sgravio fiscale del Comune, all’interno di una pianificazione diversa e tutta da inventare.

Invece che la concertazione sempre e comunque, la Mancini potrebbe sostituirla magari con un lavoro di proposta di equipe più dettagliato e costante.

A partire dall’assioma che in ogni caso una città turistica non può chiudere a mezzanotte.

(pasquale bottone)

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