Home Cronaca Viterbo-la nota: i giovani viterbesi tra droga, alcool e la ricerca di un senso: cronache di una generazione perduta e di una “società conformista e perfida” che crea mostri e “istiga” alla violenza
Viterbo-la nota: i giovani viterbesi tra droga, alcool e la ricerca di un senso: cronache di una generazione perduta e di una “società conformista e perfida” che crea mostri e “istiga” alla violenza

Viterbo-la nota: i giovani viterbesi tra droga, alcool e la ricerca di un senso: cronache di una generazione perduta e di una “società conformista e perfida” che crea mostri e “istiga” alla violenza

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Viterbo dorme tranquilla,  immutabile nei secoli, poi talvolta si sveglia all’improvviso per un fatto eclatante, inaspettato,  che vive sonnecchiando con solo mezzo occhio aperto in più: quante vittime, quanti carnefici fa la noia?

Quanta violenza sprigiona l’assoluta mancanza di energia, la narcosi acritica, l’omertà diffusa, l’egoismo becero, la chiusura al mondo?

Probabilmente tanta, incontrollabile, esplosiva: la violenza di chi non ha punti di riferimento nè mete da raggiungere che siano tangibili, possibili, vicine o almeno raggiungibili.

I due militanti di Casa Pound  che hanno a quanto parrebbe violentato brutalmente una ragazza di 36 anni attirandola in un circolo politico-privato con il pretesto di una festa in corso sono solo gli ultimi giovani che hanno scaricato su altri quella forza impetuosa e incontrollata che già contenevano a fatica dentro di sè fatta di frustrazioni accumulate, di mancanza di futuro e di prospettive,   micidiale se attivata e messa in circolo.

Giovani alla ricerca di miti da incarnare anche se estremi, di una rappresentanza forte, di uno sfogatoio soddisfacente, di un nostalgismo da  recuperare per sentirsi vivi e “contro”, perennemente “contro” un quotidiano sempre uguale, regolato dall’alto, che mai fa scattare il sospirato spirito di identificazione.

Viterbo e la Tuscia sono terre avare di passioni civili, dove i giovani hanno solo l’urticante triade fatta di alcool, droga e teppismo davanti a loro e mille difficoltà da affrontare ogni giorno: hanno abbandonato la terra e trovato il “suicidio” sistematico di fronte alla forza aggressiva dell’apatia e dell’indifferenza che svuota tutto di senso ed ogni cosa consegna alla mortale routine dell’atarassia, del mal di vivere.

Viterbo non protegge i suoi figli  li abbandona al delirio triste, al vagabondaggio, li giudica con la superficialità di un perfido distacco pseudo rural-borghese, li incattivisce con il suo conformismo, li spegne con il suo classismo impietoso, oscurantista, malevolo,

E questi teppisti capaci di crudeltà così inaspettate, di machismi  meschini e gretti, di crudeltà patologiche, capetti boriosi cresciuti a grandi dosi di facile retorica patriottarda e culto della guerra sono solo l’espressione più odiosa e bullesca (capace in azione di commettere anche vere e proprie atrocità) di un universo giovanile abbandonato ai singoli super-ego, spiazzato dal “niente” che gira intorno e dalla dittatura del consumo veloce di cose e persone.

Una  forma di decadenza incalzante, grave e impietosa colpisce al cuore con autentiche cannonate la società viterbese che farà finta di nulla fino a scomparire.

(pasquale bottone)

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