Home Cronaca Viterbo, il lavoro non c’è e quando anche c’è spesso è vero “sfruttamento”, aumentano la disoccupazione e gli abusi familisti
Viterbo, il lavoro non c’è e quando anche c’è spesso è vero “sfruttamento”,  aumentano la disoccupazione e gli abusi familisti

Viterbo, il lavoro non c’è e quando anche c’è spesso è vero “sfruttamento”, aumentano la disoccupazione e gli abusi familisti

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Un altro scandalo esploso ieri a Viterbo ci dice chiaramente che il lavoro in Tuscia non c’è, e quando anche c’è spesso diviene sfruttamento: lavoratori trattati come schiavi nel settore agricolo, pagati poco più di un euro all’ora, sfruttati indecorosamente. . Lavoratori picchiati selvaggiamente quand’anche solo si permettevano di reclamare lo stipendio misero e ultraguadagnato.

Evidentemente il ricatto feudale in molti casi vige ancora in Tuscia, il lavoro è considerato una concessione, un favore insindacabile.

Un lavoro che rispetta la dignità di chi lo pratica se quest’ultimo appartiene alla famiglia giusta, all’oligarchia che conta, al patto clientelare del momento.

Con una disoccupazione record e molti giovani e meno giovani costretti ad andar via, Viterbo continua a non conoscere selezioni di personale regolari, concorsi trasparenti, rispetto del merito e della professionalità.

“Famiglie” che possono, politica sciacallesca continuano a saccheggiarla con tracotanza, in grande percentuale impunemente.

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