Viterbo fuori dal mondo: oppressa dal malaffare, senza opinione pubblica e libera circolazione di idee la città si spegne ogni giorno di più

Viterbo continua a vivere nella totale mancanza di pensiero critico, con una opinione pubblica latitante: è per questo che tutto viene ricondotto ad una logica di scontri tra fazioni, invidie, rancori, interessi di parte. Proprio perchè in città non c’è ricambio di idee da tempo immemorabile, non c’è libera circolazione di contributi e progetti, ma un pensiero utilitaristico unico e soffocante. Nessuno ha il coraggio di discutere e di confrontarsi, ognuno è chiuso nelle proprie consorterie: è una situazione grave  e tragica per una cittadina che ha aspirazioni ad entrare nel circuito culturale nazionale e, probabilmente non ha fatto ancora mente locale,  è completamente fuori dal mondo; perchè non si può definire altrimenti un luogo dove ad ogni occasione trionfa la logica dei guelfi e dei ghibellini, se non si riparte da qui, da un ricircolo indispensabile di aria pura e nuova il futuro si presenta assai buio.  Le faide tra “clan” hanno portato Viterbo a questa disastrosa condizione dove è impossibile disturbare il manovratore e tutto deve andare come deve andare e basta. Nessun rilievo, nessun “non ci sto” è possibile senza poi ascoltare i cori delle vergini immacolate a difesa di chi trovi solamente lontano dal tuo modo di pensare e di lavorare, nient’altro: la qualità umana in giro purtroppo non è sempre della miglior specie ed il livello medio si inabissa anche per questo. Non c’è futuro se non si aprono gli orizzonti, se non aumentano le possibilità per tutti, c’e solo l’isolamento dal mondo, quello che si continua a vivere a Viterbo.

(p.b.) 

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