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Viterbo, forno crematorio, urgono controlli Arpa: possibile il superamento di diossina, l’interrogazione di Erbetti (M5s)

Viterbo, forno crematorio, urgono controlli Arpa: possibile il superamento di diossina, l’interrogazione di Erbetti (M5s)

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A termine del Consiglio Comunale di ieri, il Consigliere del Movimento 5 Stelle Massimo ERBETTI, ha depositato presso gli uffici comunali, indirizzandola al Sindaco e, anticipandola al Presidente del Consiglio, un’interrogazione urgente, relativa alle emissioni del forno crematorio del Cimitero di S. Lazzaro di Viterbo, sollevando non poche preoccupazioni in merito.

Quanti sanno che un forno crematorio è a tutti gli effetti un inceneritore? Come tale è soggetto a limiti di emissioni di varie sostanze, tra cui la DIOSSINA.

Sulla scia di quanto successo non troppo tempo fa in vari comuni Italiani come Udine, dove nei giorni 14 e 15 novembre 2017, l’Arpa, in uno dei suoi controlli, ha rilevato un pesante superamento dei limiti massimi di diossine e furani dal camino del forno crematorio, Montecorvino Pugliano (SA) chiuso dopo un controllo da parte dei Carabinieri del NOE, Pistoia dove la Provincia, per legge, non ha potuto far altro che disporre il blocco del forno crematorio del cimitero comunale una volta ricevuti i dati sugli sforamenti nelle emissioni di diossina, Arezzo dove nel 2015 è stato vietato il consumo di verdura coltivata nei pressi del forno crematorio, ci viene da chiedere verifiche all’ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambientale) avendo praticamente, noi viterbesi, un forno crematorio dentro città, vicino a scuole, centri commerciali, coltivazioni e, soprattutto, ad un quartiere come Villanova con un discreto numero di abitanti.

Nel 2016 l’Isde, l’associazione dei medici per l’ambiente, attraverso il rapporto stilato dal dottor Giovanni Ghirga, affermò: “La temperatura di un forno crematorio raggiunge gli 800-1000°C. L’incenerimento della salma, della bara con il rivestimento, dei vestiti ed eventualmente di altri accessori  genera diverse sostanze tossiche, in particolare materiale particolato fine/ultrafine, monossido di carbonio (CO), ossidi di azoto e zolfo (NOx, SO2), composti organici volatili (COV), composti inorganici del cloro e del fluoro (HCl, HF), metalli pesanti. Inoltre, sono emessi mercurio (dall’amalgama nelle otturazioni dentarie), Zinco (specialmente nel caso delle cremazione di tombe estumulate),diossine-furani(PCDD/PCDF) e IPA. L’emissione di diossine-furani, data la loro grande tossicità, riveste particolare importanza. In seguito ai controlli delle emissioni ai camini dei forni crematori dei cimiteri di Pistoia (dicembre 2011) e Arezzo (aprile 2013), Arpat riscontrò superamenti del valori limite delle diossine che portò, nel primo caso, alla prolungata chiusura del forno stesso”.

“Una recente revisione della letteratura – aggiunge ancora il dottor Ghirga – ha messo in evidenza che le emissioni di mercurio dai forni crematori non sono affatto trascurabili. L’Epa stima che un forno crematorio che cremi in media 100 salme l’anno, emetta quasi un chilo di mercurio. La cremazione annuale di migliaia di salme potrebbe causare emissioni di decine di chilogrammi di mercurio”.

In una nota della SILVE spa, società che gestisce il forno crematorio di Viterbo, risalente al 2012 e successiva alla chiusura del forno stesso per manutenzione, si può leggere che “…i campionamenti per le analisi verranno effettuati in due giorni non consecutivi, e cioè in data 25 gennaio e 1 febbraio”, vorremmo quindi sapere se le analisi furono effettuate da un laboratorio da loro scelto, o  dall’ARPA o, se da quella data (essendo notevolmente cresciute le richieste di cremazione su Viterbo), sono state effettuate nuove misurazioni. Sulla Carta dei Servizi della SILVE, relativa all’impianto viterbese, al punto 7.2 si legge testualmente: “Costituiscono oggetto dell’informazione anche i risultati dei controlli periodici sulle emissioni, i quali sono resi pubblici sul sito internet www.silvespa.it, entro 15 giorni lavorativi da quando Silve ne avrà la disponibilità. Sono oggetto di tale informazione gli ultimi 3 risultati dei controlli periodici, fermo restando che quelli antecedenti sono sempre accessibili su richiesta”, ma sul sito non ci risulta traccia di tali risultati.

I dati relativi al 2016 rivelano che le cremazioni sono state 2946, di cui oltre 2400 di non residenti a Viterbo, avvenute presso il cimitero di San Lazzaro, e la somma derivante è stata di un milione e 439mila euro.

A questo punto ci viene spontaneo, sia per tutela verso i cittadini ed il territorio, sia per tutela sua personale, chiedere al neo Sindaco Giovanni ARENA, di predisporre tramite l’ARPA, delle nuove e quanto più veloci misurazioni per poter fugare ogni dubbio in materia. Sicuri di una opportuna  valutazione della situazione e di un eventuale intervento da parte delle autorità locali competenti, nonché, consci dell’interesse del Sindaco e, della giunta tutta, verso la salute dei loro concittadini, speriamo in una celere delucidazione in merito.

 

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