Viterbo, cresce il disagio sociale, mentre la disoccupazione sale a quote record: la politica fa finta di nulla, ma la “polveriera” esploderà

C’è troppa ipocrisia rispetto al disagio sociale in forte aumento in città: come se una provincia abituata a vivere il suo piccolo benessere in annoso isolamento quasi non ne voglia sentire parlare. La gente comune per paura, facile perbenismo o totale avversione nei confronti di qualsiasi ragionamento di approfondimento sociologico, la politica perchè è più comodo affidarsi all’imbonitore di turno che spara progetti altisonanti e promesse di grandi investimenti, tanto poi al momento opportuno nessuno andrà a controllare. Nella città dei Papi si preferisce quindi non guardare in faccia la realtà, vivere di certezze ormai smentite quotidianamente dai fatti: immaginate quale polveriera vi sia in città pronta ad esplodere e con quale fragore. Anche il caso Fieno, la cui parte criminologica resta ancora da stabilire, altro non fa riferimento che a problemi giganteschi quali la disoccupazione, in continuo aumento, la mancanza di assistenza sociale che sia tale e non illusoria, al logoramento di in tessuto cittadino insufficiente a garantire un’esistenza dignitosa a tutti: “a Viterbo è scoppiata la fame” si sente dire in giro, sommessamente, in più ambienti, quasi nessuno dovesse ascoltare, quasi fosse una vergogna ammetterlo. Se la città non prende consapevolezza di questa gravissima crisi strutturale e di sistema che sta vivendo sarà sempre più difficile trovare vie di uscita: solo confrontandosi su questo forze sociali, politiche, associazioni, qualcuno potrà almeno avvicinarsi ad un processo anche lento, ma efficace, di ripresa. Sempre poi che i partiti politici si decidano ad affrontare seriamente i continui scandali delle nomine solo clientelari, del voto di scambio, dei familismi secolari che stanno contribuendo e hanno sempre contribuito non poco a gettare nell’ipogeo questa bella quanto sfortunata città.

(pasquale bottone)

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