Home Politica Viterbo-Comune: caso Nunzi, si infittisce il “giallo”, le revoche del mandato di assessore non possono essere arbitrarie e devono essere motivate e comunicate al Consiglio: aumentano le domande di cittapaese.it al senatore Fusco, ora sono 6
Viterbo-Comune: caso Nunzi, si infittisce il “giallo”, le revoche del mandato di assessore non possono essere arbitrarie e devono essere motivate e comunicate al Consiglio: aumentano le domande di cittapaese.it al senatore Fusco, ora sono 6

Viterbo-Comune: caso Nunzi, si infittisce il “giallo”, le revoche del mandato di assessore non possono essere arbitrarie e devono essere motivate e comunicate al Consiglio: aumentano le domande di cittapaese.it al senatore Fusco, ora sono 6

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Come ricorderete l’assessore Nunzi fu lo scorso inverno cacciata in malo modo dalla giunta Arena ad opera del senatore leghista Fusco che poi si oppose anche che la stessa rimanesse nella squadra di governo passando a Fratelli d’Italia.

Il leader della lega viterbese, stando ad una sentenza del tar Abruzzo, avrebbe dovuto motivare la sua decisione e sottoporla alla valutazione del Consiglio Comunale, ecco uno stralcio DELLA suddetta sentenza: “L’esigenza della motivazione dell’atto di revoca viene ritenuta indispensabile da parte della giurisprudenza. A tale proposito occorre evidenziare che la motivazione corrisponde essenzialmente all’esigenza primaria di assicurare la trasparenza dell’operato dei pubblici poteri in quanto solo il corredo motivazionale, attraverso l’esplicazione dell’iter logico dell’autorità decidente, permette di accertare la correttezza dell’operato della P.A..

Il Consiglio di Stato con decisione n. 944/05, contrariamente a quanto ritenuto dal giudice di primo grado or citato ha sostenuto che l’atto di revoca pur rientrando nell’ampia discrezionalità del Sindaco deve essere adeguatamente motivato, sussistendo il dovere di giustificare l’esercizio del relativo potere che non deve essere certamente arbitrario dovendo essere rivolto alla cura degli interessi della comunità locale secondo il programma politico-amministrativo sulla cui base è intervenuto il voto popolare. Secondo il Consiglio di Stato l’obbligo della motivazione deve ritenersi assolto qualora nel provvedimento di revoca venga sottolineata la posizione non collaborativa assunta dall’Assessore nei confronti della Giunta, senza l’apporto di alcun contributo propositivo sul programma della maggioranza.4 La decisione in esame prevede la comunicazione motivata al Consiglio per la revoca dell’incarico di Assessore senza preoccuparsi della giustificazione da rendere al diretto interessato e senza prevedere uno specifico voto di ratifica da parte consiliare”.

Come si vede nessuna revoca può essere diretta e insindacabile, per cui le nostre domande al senatore Fusco passano a 6 :

1) Gentile Senatore, sapeva che le revoche di mandato devono essere motivate e sottoposte al giudizio del Consiglio Comunale?

2) Gentile senatore ci può dire perchè decise di sostituire la Nunzi all’assessorato al termalismo e alla polizia municipale?

3) Ci spieghi meglio, la Nunzi non si dimostrò all’altezza dell’incarico denotando gravi lacune tecniche?

4) Si mise deliberatamente in contrasto con la linea del partito, seguendo una strada in antitesi con quest’ultima?

5) Dimostrò forse la Nunzi scarso rispetto per l’etica in generale o venne meno ad un codice di comportamento interno al partito, e se sì quale?

6) Venne mai la stessa meno alla sua fiducia, o a cos’altro? Perchè dei partecipanti al cosiddetto discusso “viaggio a Roma” alla direzione nazionale del partito la Nunzi è stata l’unica ad essere estromessa dalla Lega, mentre la Salcini è diventata addirittura assessore?

Restiamo in attesa di una risposta ufficiale scritta del Senatore Fusco che ringraziamo anticipatamente per l’attenzione

(p.b.)

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