Home Cronaca Viterbo-Comune: approvato il bilancio (men che mediocre) la città continua a morire tristemente nella plateale “strafottenza” dei suoi cittadini, riposi in pace
Viterbo-Comune: approvato il bilancio (men che mediocre) la città continua a morire tristemente nella plateale “strafottenza” dei suoi cittadini, riposi in pace

Viterbo-Comune: approvato il bilancio (men che mediocre) la città continua a morire tristemente nella plateale “strafottenza” dei suoi cittadini, riposi in pace

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E poi viene approvato anche il bilancio, dopo una settimana e più di finta suspance:  meglio così, il dibattito era avvilente, irritavano quei toni generalizzati da bar, quel “dialetto” esibito neanche fosse la “divina commedia”, quel nulla riempito male di falsi contenuti.

La città muore, non ha prospettive, si affiderà ai familismi, ai “piaceri”, alla piccola grande corruzione per andare avanti ancora una volta, senza uno straccio di progetto, un’idea complessiva, un po’ di talento, di fantasia messi in circolo.

Mesti figuranti questi consiglieri comunali, specchio fedele di una cittadinanza spenta, senza coraggio che non ha mai avuto a cuore il destino della sua Viterbo, ma che cerca di volta in volta la mano da baciare, il signorotto davanti a cui inginocchiarsi, i criteri di sviluppo sono questi.

Uno sfavillio di arretratezza di pensiero, un panorama triste su cui si affacciano mezze tacche a caccia di piccoli tornaconti, piaceri personali, avvoltoi senza scrupoli, figuri ambigui con la mentalità del mendicante e l’occhio pieno di invidia, rancore verso il merito, la mentalità più aperta, il talento (questo sconosciuto).

In 18 anni di frequentazione viterbese aspetto lampi di arguzia, di voglia di fare, da tanto: ho visto mediocrità diffusa, provincialismo becero, puro calcolo, umanità senza pace che non sia la morte civile.

Viterbo è una città senza futuro, non lo vuole, preferisce restare ferma nel vuoto, per non rischiare nemmeno uno dei suoi macabri equilibri che la tengono in vita: è la città delle occasioni mancate volutamente, dei falsi pianti greci, delle utopie sbandierate come verità, della compravendita squallida degli animi.

Riposi in pace così.

(pasquale bottone)

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