Home Cronaca Viterbo, città dove il crimine c’è, ma non si vede: riciclaggio, traffico di stupefacenti e usura ancora molto diffusi nella città dei papi
Viterbo, città dove il crimine c’è, ma non si vede: riciclaggio, traffico di stupefacenti e usura ancora molto diffusi nella città dei papi

Viterbo, città dove il crimine c’è, ma non si vede: riciclaggio, traffico di stupefacenti e usura ancora molto diffusi nella città dei papi

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Sembra una città supertranquilla, addormentata, talvolta in stato quasi comatoso visto lo scarso movimento che la caratterizza, eppure Viterbo non è affatto una città anonima, ma al centro di traffici illeciti piuttosto estesi.Lo conferma lo stesso consulente del Consiglio regionale del Lazio sulle infiltrazioni mafiose Edoardo Levantini che a “Repubblica Mafie” riporta il giudizio sulla città dei papi della Direzione nazionale antimafia nella loro relazione annuale: “Viterbo è caratterizzata da una situazione criminale di gran lunga meno preoccupante di altre province laziali. ma deve essere segnalata la presenza di sodalizi criminali composti da stranieri dediti a reati contro il patrimonio. Inoltre anche in questo territorio è diffuso il traffico di stupefacenti”. “Proprio sull’asse dei criminali che hanno in mano il traffico di stupefacenti -continua Levantini- si dipanano molti altri affari criminali: dagli anni 70 ad oggi operano sul territorio gruppi qualificati della ndrangheta riconducibili alla cosca Mammoliti ed ai clan Libri- Zumbo-Gugliotta e Mollica-Nucera. Gli ndraghetisti volevano fare di Canepina una Gioia Tauro2, ecco perchè, per quello che succede nelle cave cittadine, la zona dei piccoli paesi di Graffignano e Canepina è ritenuta dunque a rischio dagli investigatori. I reati spia e gli attentati sono il termometro che riguarda comunque tutta la provincia, dove i clan operano con meno pressione investigativa rispetto, al basso Lazio provando soprattutto a riciclare denaro, a praticare l’usura, e a governare il traffico di droga che attraversa l’area al confine tra Lazio, Toscana ed Umbria”. Sebbene non ci sia l’assedio presente in altre zone, la pressione di alcuni gruppi criminali continua a farsi sentire comunque lo stesso in maniera significativa, anche nei confronti di cittadini, commercianti, imprenditori e cittadini”.

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