Home Politica Viterbo, “Chi non prende coscienza della mafia oggi, avrà la mafia sulla coscienza domani”, Lavoro e Beni Comuni chiede chiarezza ad Arena e alla sua giunta
Viterbo, “Chi non prende coscienza della mafia oggi, avrà la mafia sulla coscienza domani”, Lavoro e Beni Comuni chiede chiarezza ad Arena e alla sua giunta

Viterbo, “Chi non prende coscienza della mafia oggi, avrà la mafia sulla coscienza domani”, Lavoro e Beni Comuni chiede chiarezza ad Arena e alla sua giunta

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Il Sindaco – il nostro Sindaco –, lo stesso che oggi sfila in corteo, fino a ieri snobbava il problema,assicurando che a Viterbo non esistano organizzazioni malavitose, ma solo “delinquentelli”, che si fanno grandi adoperando metodi mafiosi. Il solito vizio di nascondere la polvere sotto il tappeto!
Se è compito delle realtà sociali – manifestando – portare all’attenzione dei cittadini un tema di tale rilevanza, alle Istituzioni spettano azioni e impegni concreti.

Il Comitato Lavoro e Beni Comuni ritiene dovere del Sindaco e di tutto il Consiglio Comunale dare puntuali informazioni sulle reali condizioni di rischio di infiltrazioni mafiose
nel nostro territorio e rimuoverne le cause, mettendo in atto prerogative e strumenti attribuiti alle autonomie locali per il contrasto alle mafie.

E’ ipocrita negare che la malavita organizzata – comunque la si voglia chiamare – abbia già in mano buona parte dell’economia di questa città, dall’edilizia ai rifiuti, dall’agricoltura al credito: quanti sportelli bancari devono ancora aprire per rendersene conto?

Al di là del balbettìo di questi giorni e delle generiche condanne, occorre mettere in atto severi dispositivi di controllo sul rilascio delle concessioni e sulle procedure di appalto; contrastare sulserio ogni forma di abusivismo – commerciale ed edilizio – e il lavoro nero; tenere alta la guardia sul racket e sull’usura; coordinarsi con l’Ispettorato del lavoro e attivare convenzioni con l’ANAC, l’ente anticorruzione.

In fase di prevenzione, occorre attivare campagne d’informazione rivolte in particolare ai soggetti sociali a rischio; attivare forme di sensibilizzazione nelle scuole, tramite incontri e percorsi culturali, con il fine di creare consapevolezza e consolidare coscienza civica tra i giovani; perché la mafia è innanzi tutto un problema di degrado dell’ etica pubblica, cui contrapporre la cultura della solidarietà.

Non si può più derogare dal contrasto efficace e coordinato della criminalità diffusa, in tutte le forme in cui essa si manifesta: deve essere un impegno istituzionale prioritario,
trasversale ad ogni schieramento politico.
Un impegno che – per un Sindaco che si rispetti – dovrà dovrà andare ben al di là di una fiaccolata.

Comitato Lavoro e Beni Comuni

nella foto Barbara Cozzolino di Lavoro e Beni Comuni al Consiglio comunale sulla mafia

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