Home Politica Viterbo, Angelo Cappelli, da “margheritino” a “zingarettiano” il passo è breve: cronaca di un politico piccolo piccolo dalle grandi ambizioni che dopo aver “monopolizzato” Capranica punta alla poltrona di segretario Pd
Viterbo, Angelo Cappelli, da “margheritino” a “zingarettiano” il passo è breve: cronaca di un politico piccolo piccolo dalle grandi ambizioni che dopo aver “monopolizzato” Capranica  punta alla poltrona di segretario Pd

Viterbo, Angelo Cappelli, da “margheritino” a “zingarettiano” il passo è breve: cronaca di un politico piccolo piccolo dalle grandi ambizioni che dopo aver “monopolizzato” Capranica punta alla poltrona di segretario Pd

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E’ il nome che alla fine potrebbe mettere d’accordo tutta la maggioranza zingarettiana del pd della provincia viterbese: Angelo Cappelli, attuale capogabinetto della Provincia di Viterbo (e a livello decisionale presidente almeno quanto Nocchi…) potrebbe diventare il nuovo segretario provinciale dei democrats a novembre.

Cappelli è un uomo buono per tutte le stagioni, un monopolizzatore a livello politico: tra mandati espletati da sindaco, uomini suoi messi sulla poltrona di primo cittadino (v.Nocchi) Cappelli in pratica regna su Capranica da più di 15 anni e stronca ogni tentativo di costruire una alternativa politica nel paese della Tuscia: indimenticabili i suoi 5 anni da assessore alla Cultura in Provincia in cui ampiamente mostrò di non essere uomo di buone letture nè di interessi culturali preponderanti.

Ex Margherita “fioroniano” si è man mano spostato a sinistra, restando nel pd, diventando componente di spicco dell’area post-comunista: ambizioso e tattico, più che uomo di contenuti politici, riesce sempre a navigare nelle perigliose acque del csx viterbese, anzi in un certo senso rappresenta meglio di altri il politico di estrazione rurale tipico della provincia viterbese innamorato oltremodo di se stesso pur nell’eloquio e nello spessore assai modesto.

Un uomo di potere o aspirante tale, insomma, in una provincia arretrata e ferma al XVI secolo che non conosce selezione anche minimamente meritocratica delle classi dirigenti.

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