Home Cronaca Viterbo, altro che mazzette, sarebbero vere e proprie “estorsioni”: sempre più torbido ed avvilente per Viterbo lo scenario che si disegnerebbe attorno alla testata giornalistica che imporrebbe pubblicità ad alto costo e percentuali sulla vendita di biglietti agli organizzatori di eventi
Viterbo, altro che mazzette, sarebbero vere e proprie “estorsioni”: sempre più torbido ed avvilente per Viterbo lo scenario che si disegnerebbe attorno alla testata giornalistica che imporrebbe pubblicità ad alto costo e percentuali sulla vendita di biglietti agli organizzatori di eventi

Viterbo, altro che mazzette, sarebbero vere e proprie “estorsioni”: sempre più torbido ed avvilente per Viterbo lo scenario che si disegnerebbe attorno alla testata giornalistica che imporrebbe pubblicità ad alto costo e percentuali sulla vendita di biglietti agli organizzatori di eventi

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Da molte associazioni, culturali e politici cittadini ci giunge conferma di quanto scritto da cittapaese.it nei giorni scorsi: chi organizza eventi e vuole visibilità deve necessariamente comprare spazi pubblicitari e coinvolgere in percentuale sulla vendita dei biglietti una testata giornalistica locale che tra “cialtroneria strapaesana” ed “estorsione ribaldesca” pretenderebbe di entrare in affari con gli organizzatori di suddetti eventi pena la mancata pubblicazione di ogni comunicato stampa che li riguardi ed il loro oscuramento di fatto.

Siamo tra il codice penale e la prevaricazione “cafona”, tra il penoso bullismo di provincia e la sindrome atavica di “gallismo sopra la mondezza”: fatto che sta i responsabili del giornale sotto la nostra osservazione condizionano in tal modo politica, cultura ed intrattenimento local, come guru dell’illecito interesse personale.

E di fatto con l’arma del ricatto estorsivo all’acqua cotta tengono sotto scacco tutto il peraltro asfittico e avvilente scenario di Viterbo provincia: “Fosse per me denuncerei tutto alle autorità competenti- ci confessa un politico in maggioranza- ma il mondo politico cittadino non vuole che scoppino casi eclatanti, evidentemente qualcuno ha da temere coinvolgimenti”.

“Preferiamo sottostare al “ricatto” in cambio di visibilità- ci confida una operatrice culturale- il panorama è talmente squallido che conviene pagare e stare zitti per promuovere in maniera almeno sufficiente quello che si fa”.

Ovviamente il mercato pubblicitario risulterebbe “dopato” dal comportamento della testata giornalistica in questione che a quanto pare comunicherebbe agli inserzionisti statistiche aleatorie e approssimative puntualmente ad evidenziare la sua indispensabilità, senza mai mostrare le pagine ufficiali di rilevamento delle stesse.

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