Vite a rischio: disoccupazione e sotto-occupazione soffocano Viterbo: paura di parlare ed omertà impediscono la denuncia di un dramma sempre più diffuso

Solo l’intervento di un’amica che aveva visto il suo messaggio su fb ha impedito che una 58enne che aveva appena perso il lavoro si togliesse la vita: il dramma della disoccupazione (e della sotto-occupazione, quando c’è qualche briciola che gira…) è sempre più avvertito in città, senza che se ne parli abbastanza, quasi chi ne fosse vittima si vergognasse ad ammetterlo. Ecco perchè la suddetta donna over 50, quando ha saputo di non rientrare più nei piani della sua azienda, ha pensato seriamente di farla finita, per la mancanza di prospettive e per le difficoltà quasi insormontabili che avrebbe dovuto affrontare. Così mancano le denunce per il tanto lavoro sommerso o malpagato che rovina le esistenze di migliaia di viterbesi: giovani che quando va discretamente guadagnano 3- 4 euro lordi all’ora, orari lunghi e inaccettabili, clientelismo straripante anche per impieghi appena dignitosi di neanche un migliaio di euro al mese. C’è chi tiene appese le vite di tanti viterbesi al filo di una disperata precarietà e solo l’omertà, la paura impediscono che queste storie vengano fuori: cittapaese.it ha aperto un suo osservatorio permanente sulle condizioni spesso disastrose del lavoro a Viterbo: scrivete a redazionecittapaese@gmail.com, ascolteremo il vostro caso e, anche se sceglierete l’anonimato, rispetteremo la vostra decisione e ne parleremo senza citare le vostre generalità.  Cerchiamo tutti insieme di migliorare le condizioni di vita nella nostra città.

(pasquale bottone)

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