Verso le politiche: TotoFioroni, ce la farà questa volta o no? Cittapaese.it vi racconta la “scommessa del momento”

Odiato, amato, venerato o avversato (molto poco) Giuseppe Fioroni continua ad essere il personaggio di cui più si parla in città tanto che, in occasione delle politiche, il TotoFioroni è la scommessa più diffusa ovunque. Ce la farà anche questa volta ad essere eletto in Parlamento e a mantenere inalterato il suo ruolo  di dominus assoluto cittadino? Questa la domanda che più si sente in giro, assieme a previsioni, indiscrezioni, speranze, illusioni, ipotesi, controipotesi: a voler prendere per buoni i sondaggi ufficiali che circolano l’onorevole di Pianoscarano sarebbe in svantaggio dai 10 ai 15 punti nei confronti del candidato del centrodestra Rotelli che supererebbe in percentuale il 36, 37%: ma i rumors ufficiosi che pure saltano di bocca in bocca vorrebbero un Fioroni, invece,  in chiaro vantaggio su Rotelli grazie al collegio di Viterbo e alle cittadine governate dai Moderati e Riformisti. A questi consensi si aggiungerebbe un certo voto di centrodestra “borghese” antipatizzante nei confronti dell'”odiato” Rotelli e la parte di Forza Italia che spera nell’inciucio post- elettorale: darebbe forza a questa ipotesi il sostegno promesso solennemente a Fioroni del presidente della Viterbese Camilli, che sposterebbe un bel po di voti tra città e provincia. Dall’altra parte l’onorevole di Pianoscarano rischia di perdere l’appoggio degli orlandian-panunziani del Pd che, dopo gli esiti delle ultime candidature, hanno giurato tremenda vendetta: sfuggirebbe a questo comune sentire Alessandro Mazzoli, a quanto si dice, dato in buoni rapporti con il Peppe di Villa San Giovanni. Si sente che sottotraccia c’è un gran movimento che tende a lavorare per una conferma in Parlamento di Fioroni, ma è altrettanto avvertibile una profonda stanchezza nei confronti di uno status quo di cui il “Moroteo di nuovo conio” rappresenta il garante, una voglia di ripartire da nuovi punti di riferimento: anche se il Fioroni non eletto è molto temuto come possibile candidato sindaco, nel caso dovesse non farcela per il Parlamento: temuto, nel senso che rischierebbe di avere un ruolo di deus ex machina che infastidirebbe molti pretendenti alla poltrona di sindaco che già lavorano nell’ombra. Il fatto è che Fioroni, pur non avendo neanche 60 anni, è come se fosse il “comandante in campo” di Viterbo da tempo immemorabile: e le monarchie si sa prima o poi chiamano l’alternanza con le repubbliche: sarà così anche nella isolata, monocratica, sonnolenta Viterbo dagli immobili eterni equilibri?

(pasquale bottone)

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