Verso le politiche, intervista esclusiva: “Rimettere in circolo buona energia, io parto da qui”, cittapaese.it incontra Mauro Rotelli

Questa campagna elettorale si va contraddistinguendo sempre più per la “stagione delle temperature glaciali”: e va bene che è inverno, ma se non si esce imbacuccati non si resiste, sembra profondo nord. Sempre al solito bar di fiducia del centro stavolta ci si vede con un super- elettrizzato Mauro Rotelli, candidato all’uninominale di Fratelli d’Italia e dell’intero centrodestra alla Camera.
“Sto girando tantissimo- esordisce-, ma devo confessare che incontrare tanta gente mi piace molto, mi gasa e mi dà la possibilità di capire come stanno realmente le cose in questa provincia”.

E come stanno le cose?

“Siamo messi male, non per fare sterili polemiche, ma non riesco a capire 5 rappresentanti in Parlamento del centrosinistra ed uno dei 5 stelle cosa abbiano realizzato in questa legislatura, ditemelo pure voi se lo sapete. Io vedo in tutta la provincia tanta precarietà e improvvisazione”.

Ci faccia qualche esempio…

“Vede, il nostro territorio ha autentiche eccellenze imprenditoriali che spesso hanno problemi reali a lavorare e a comunicare con l’esterno per una Rete ferma a dieci anni fa o per cose simili, assurdo”.

Primo passo da fare quindi…

“Intercettare la contemporaneità, mettersi al passo coi tempi dal punto di vista tecnologico ed infrastrutturale, è basilare”.

Avrà un competitor impegnativo in questa battaglia per la Camera…

(ride) Mi permetta di non cogliere (ride ancora): io cercherò con la mia campagna elettorale solamente di mettere un po’ di energia in circolo, di rappresentare chi non sia mai stato rappresentato dalla Viterbo dei soliti noti, di aprire le stanze di un Palazzo le cui finestre sono rimaste troppo a lungo chiuse. Cercherò di favorire un cambio di clima in città, di adeguare gli obiettivi da raggiungere ad un capoluogo che deve crescere”.

Recuperando quella voglia di fare che caratterizzava i suoi esordi giovanili da assessore?

“Erano anni in cui ci si metteva a tavolino e si creava, si inventavano nuovi format, si provava a realizzare le cose con concretezza: io poi non mi sentivo un uomo di partito, ma un amministratore che vuole fare qualcosa per la sua città, che parla con tutti, che si confronta sia con l’avversario che non il collega di coalizione”.

Erano i tempi della sindacatura Gabbianelli…

“Giancarlo, oltre ad essere stato un ottimo amministratore, è stato per me e continua ad essere un maestro di vita, uno che mi ha insegnato tanto. Per me è stato determinante”.

E Rossi invece…

(ride) Non è il mio fratello di festival come dice lei…. Le cose sono andate così: quando è uscito dall’amministrazione Michelini, conoscendolo bene ovviamente abbiamo avvicinato lui e i suoi per capire quale strada intendessero prendere. Da parte loro non c’è stata mai una chiara adesione dl progetto di centrodestra, abbiamo parlato, ci siamo confrontati ma restando su posizioni distanti tanto è vero che poi loro ora si candidano con la Bonino che sta dall’altra parte …”.

Le è piaciuto il Carnevale Viterbese di sabato scorso?

“Molto, sono iniziative popolari che servono e vanno incoraggiate, partono dal basso, eliminano gli steccati fra cittadini, uniscono, sono necessarie”.

Facciamo che siamo al 5 marzo e lei è stato eletto alla Camera: quale sarebbe il primo obiettivo da raggiungere che manifesterebbe pubblicamente?

“Ripeto, di cose da fare ce ne sarebbero tantissime: io proverei innanzitutto a caricare e a motivare, per quello che potrei, l’ambiente, c’è bisogno di entusiasmo, di una scossa salutare, ecco partirei da qui”.

(pasquale bottone)

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