Home Cronaca Verso le comunali: tante le liste civiche previste, ma sono davvero più “nuove” dei partiti? I casi Marini e Insogna
Verso le comunali: tante le liste civiche previste, ma sono davvero più “nuove” dei partiti? I casi Marini e Insogna

Verso le comunali: tante le liste civiche previste, ma sono davvero più “nuove” dei partiti? I casi Marini e Insogna

0
0

Di qui alle prossime comunali di maggio sarà tutto un fiorire di liste civiche in città, “civetta” o reali, comunque liste civiche:  che cercheranno di subentrare a partiti dati non solo in crisi, ma per finiti. La domanda che viene  a tal riguardo è la seguente: d’accordo, vorremmo tutti un cambiamento reale, ma non è che sbandierare il “civismo” in sè lo assicuri. In soldoni, l’ex sindaco Marini che dopo vent’anni di governo della città (effettivo o trasversale) si mette a capo di un movimento civico anti-casta  e privilegi”, cosiddetto nuovista,  potrebbe essere credibile?

Penso anche a Gian Maria Santucci, capolista di Fondazione,  che però rispetto al’ex “primo cittadino della porta accanto”, ha lasciato i partiti tradizionali da svariati anni e ha strutturato nel tempo un suo movimento: oppure allo stesso Sergio Insogna che diventa “civico” pochi mesi dopo essere stato nominato segretario del Psi (incarico che poi crediamo abbia lasciato).

Non vogliamo fare l’esame del sangue a nessuno, ma ci aspetteremmo da una lista civica una netta discontinuità rispetto al passato: una discontinuità che la Frontini, pur avendo trascorsi anche non di secondo piano nel centrodestra sta cercando ormai da anni di superare con un movimentismo super partes sicuramente molto volenteroso e laborioso (talvolta forse  troppo estatico-giovanilistico saltellante, ma ben presente sul territorio) e politicamente cauto ed ecumenico, nonostante alcune nomine un po’ affrettate e poco discontinue e intempestive come quella del’assessorato alla cultura  in pectore al pur, più che  meritevole,  Alfonso Antoniozzi.

Il “civismo” non è detto poi che non possa appartenere anche ai partiti, la cui delegittimazione totale in ogni caso non è un bene nè per la  democrazia in generale che per quella nostra cittadina. Bisognerebbe tutti guardarsi allo specchio e capire bene dove finisca la voglia di lottare per la collettività ed inizi il moloch dell’ambizione personale e  del narcisismo presenzialista (quello patologico, ovviamente, che vada ben più in là di una sana ambizione):  per questo citiamo solo alla fine Filippo Rossi e il suo Viva Viterbo,  perchè racchiude assai bene la possibile suddetta contraddizione sempre in agguato per tutti.

(pasquale bottone)

LEAVE YOUR COMMENT

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cookies help us deliver our services. By using our services, you agree to our use of cookies. More Info | Close