Home Politica Verso le comunali. 5 stelle, si può dare di più ? Viaggio nel movimento viterbese, in bilico tra “occasione mancata” e possibile outsider
Verso le comunali.  5 stelle, si può dare di più ? Viaggio nel movimento viterbese, in bilico tra “occasione mancata” e possibile outsider

Verso le comunali. 5 stelle, si può dare di più ? Viaggio nel movimento viterbese, in bilico tra “occasione mancata” e possibile outsider

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Sono anni che i 5 stelle a Viterbo non riescono ad imporsi come figura politica di primo piano: già nel 2013 con un vento nazionale che soffiava impetuoso a favore del movimento di Grillo, nella città dei Papi non andarono oltre il 5%, tanto che in molti si chiesero come fosse possibile in un periodo così favorevole raggiungere percentuali tanto irrilevanti. Ma il dopo elezioni non vide a Viterbo crescere il movimento più di tanto con un portavoce come De Dominicis piuttosto incolore nella sua azione politica e nel suo pubblico impatto, totalmente incapace di guadagnare consensi o di imprimere accelerazioni significative. Fino ad arrivare ai giorni nostri con un diffuso e quotidiano esercizio di buona volontà da parte dei 5 stelle e risultati a tutt’oggi poco visibili: pare che De Dominicis si faccia da parte in occasione delle prossime comunali, ma nulla di particolarmente nuovo si intravede all’orizzonte; si può capire da parte del movimento la paura di aprire indiscriminatamente alla società civile, una decisione  che potrebbe procurare  problemi di credibilità e di trasparenza ad un progetto politico nato e cresciuto come alternativo al sistema, ma non si riesce a comprendere come il movimento appaia irrimediabilmente chiuso in se stesso e con prospettive tutte da verificare. In una società arretrata e feudale come quella viterbese il cambio di passo avrebbe potuto essere decisivo per intercettare eventuali “teste pensanti” delle professioni e delle arti o della stessa politica  cui affidare un ruolo non secondario nel percorso previsto fino alle comunali del 2018: si ha l’impressione, invece, che i pentastellati viterbesi abbiano scelto una oligarchica pace interna al confronto con l’esterno, perdendo in visibilità ed efficacia politica: quasi come il “premio fedeltà” da dare agli storici del gruppo potesse essere un valore aggiunto di merito. Una valutazione a nostro parere errata che i 5 stelle farebbero bene ad abbandonare prima dell’inizio della campagna elettorale, per non incorrere in clamorosi passi falsi: la rotta va cambiata  quasi del tutto, in direzione di una presenza più viva sul territorio, non solo di testimonianza o di pubblico sfogatoio, verso una comprensione più profonda e attenta delle esigenze della città  e della valutazione di eventuali trascurate risorse e di razionalizzazione e ottimizzazione del progetto politico da proporre ai cittadini,  soprattutto considerando che in una terra preda costante del voto di scambio si potrà contare molto di meno sull’effetto traino nazionale. Viterbo vive un momento drammatico, di crisi economica, di idee, di progettazione dove le menti fervide,  creative e libere pare siano scomparse del tutto: al Movimento 5 stelle il compito di scovarle e di costruire insieme l’alternativa: o cambiare o perire, altra istanza non è consentita.

(p.b.)

 

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