Home Politica Uffici stampa di Comune e Provincia affidati a “impiegati non giornalisti”: a Viterbo le regole e la legge sono roba da moralisti
Uffici stampa di Comune e Provincia affidati a “impiegati non giornalisti”: a Viterbo le regole e la legge sono roba da moralisti

Uffici stampa di Comune e Provincia affidati a “impiegati non giornalisti”: a Viterbo le regole e la legge sono roba da moralisti

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Ricordiamo benissimo di presidenti della Provincia che, appena nominati, si preoccupavano subito di accontentare i maggiori quotidiani locali assumendo loro collaboratori come ufficio stampa: Viterbo è una città che è stata sempre piena di anomalie, di doppi o tripli ruoli pieni di conflitti d’interesse, di regole non rispettate (uffici stampa di politici che poi si fanno organizzatori, promotori e press agent di rassegne, ad esempio). E la straordinarietà di Viterbo continua, un po’ ovunque, ma tanto più in tema di comunicazione. Pubblichiamo di seguito la nota diffusa ieri del fiduciario della Associazione Stampa Romana a Viterbo, Gianni Tassi:”Prosegue l’indagine avviata dall’Associazione Stampa Romana, il sindacato dei giornalisti, per verificare l’applicazione della legge sugli Uffici Stampa negli enti pubblici viterbesi. Dopo il Comune capoluogo finisce nel mirino l’Amministrazione provinciale dove tale incarico è stato affidato a due impiegate non iscritte all’Ordine dei Giornalisti. Si ricorda che la legge 150 del 2000 stabilisce che a svolgere il ruolo di addetto stampa negli enti pubblici possono essere solo gli iscritti all’Albo dell’OdG. Un primo contatto con l’Amministrazione di Palazzo Gentili, sede della Provincia di Viterbo, ha mostrato l’intenzione dei dirigenti a regolarizzare la posizione ma per averne conferma bisognerà attendere l’elezione del nuovo presidente che ci sarà il prossimo 17 settembre. Altrimenti Stampa Romana è pronta all’azione legale. Stesso discorso per il Comune capoluogo dove il sindaco, in sostituzione dell’addetta stampa – regolare ed effettiva, assente per maternità – ha affidato l’incarico a una impiegata che non risulta iscritta all’Ordine dei Giornalisti. Anche in questo caso il massimo responsabile dell’amministrazione municipale si è detto disposto a provvedere secondo legge ma a oggi, dopo la lettera inviatagli per via ufficiale e dopo un primo colloquio verbale, nulla pare muoversi. Il Comune di Acquapendente addirittura ha affidato l’incarico della comunicazione istituzionale e ufficio stampa a un’associazione temporanea d’impresa composta dalla Openoikos di Fabrizio Pieri e da Asd Nuova Tuscia Acsi di Gaetano Alaimo. Il primo non è iscritto all’Odg, il secondo è direttore di un giornale on line contravvenendo così entrambi alla legge 150 del 2000. Stampa Romana chiede l’annullamento dell’incarico e l’apertura di un nuovo bando e a tale proposito nei prossimi giorni s’incontrerà con il primo cittadino aquesiano”. Come si vede negli enti locali pare che per fare l’ufficio stampa essere iscritto all’Ordine sia un optional, mentre è previsto dalla legge: ecco quindi che l’ufficio stampa del Comune, in maternità, viene sostituita da un impiegata e che anche in Provincia il ruolo di press agent venga svolto da due impiegate non iscritte all’Ordine è tutto dire. Non ci troviamo dinanzi a casi isolati, ma a consuetudini, cattive consuetudini di una città che spesso conosce solo la sua di legge e che da decenni prosegue su questa strada.

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