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Tuscia, i veleni dell’acqua che mettono a rischio la salute, mai finita l’emergenza

Tuscia, i veleni dell’acqua che mettono a rischio la salute, mai finita l’emergenza

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In questi giorni di campagna elettorale si parla di rilancio, specie turistico della Tuscia, dopo il boom di Bagnoregio, ma ci sono emergenze che se non risolte fanno diventare secondario ogni discorso: innanzitutto i collegamenti disastrosi col resto d’Italia e pi l’acqua avvelenata.

L’ultima indagine dell’Arpa Lazio su quest’ultima, pubblicata dal sito Asl, non è affatto rassicurante: su 60 comuni della Tuscia 13 hanno i potabilizzatori che non funzionano bene, nove comuni hanno le acque contaminate dall’arsenico e nove dai fluoruri. Acque “avvelenate” in maniera superiore al consentito a Civita Castellana, Acquapendente, in frazioni di Viterbo come Grotte Santo Stefano, Fastello, Roccalvecce: non più tranquillizzante la situazione a Nepi, Farnese, Bagnoregio, Bolsena,. Civitella d’Agliano, Gradoli, Grotte di Castro,  Monteromano, Ronciglione, Villa San Giovanni.

Una situazione diffusa di pericolosità per la salute che dovrebbe venire prima di ogni discorso su, arte, bellezza e turismo: e che ogni politico dovrò mettere al primo posto nella sua agenda di lavoro.

(s.r.)

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