Home Politica Tuscia feudale, la nota di Pasquale Paco Bottone: care verginelle indignate sutrine che gridano all’inciucio, non mi curerò più di voi e della vostra bella e disgraziata terra, non abbiate paura, non rientrate nei miei pensieri
Tuscia feudale, la nota di Pasquale Paco Bottone: care verginelle indignate sutrine che gridano all’inciucio, non mi curerò più di voi e della vostra bella e disgraziata terra, non abbiate paura, non rientrate nei miei pensieri

Tuscia feudale, la nota di Pasquale Paco Bottone: care verginelle indignate sutrine che gridano all’inciucio, non mi curerò più di voi e della vostra bella e disgraziata terra, non abbiate paura, non rientrate nei miei pensieri

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Mamma mia che bell’ambientino a Sutri, un giornalista esprime un parere ispirato più che altro a pragmatismo  e ad  un minimo senso della meritocrazia e subito si levano in coro le voci indignate delle verginelle di turno.

Ebbene, cari amici di Sutri, non abito lì, non ho interessi in zona, magari non me ne frega niente di quelle che saranno le sorti future della vostra città (carina, ma che in molti provvedono quotidianamente a deprimere sotto tutti gli aspetti, non ultimo quello dello sviluppo culturale), vi auguro tutto il bene possibile, ma a me ripeto non frega assolutamente niente.

Ho scritto semplicemente,  e qui ripeto,  che mi dispiacerebbe moltissimo se Sgarbi fosse costretto ad andare via dalla Tuscia perchè di uomini come lui questa terra bella e disgraziata ha bisogno come il pane; ho aggiunto che non vedo sul territorio  teste pensanti che possano aiutarlo a venir fuori dal tristissimo giro di figuri in cui è finito tranne  Edoardo Gugliotta ( sfido chiunque a dimostrarmi il contrario)  che è un dirigente bancario nazionale conosciuto in tutta la penisola, ha una grossa esperienza politica e, purtroppo per le tante verginelle indignate dal mio articolo, anche un po’ di talento di cui in zona non vi è vasta traccia.

Non levino, dunque le loro urla straziate all’inciucio simili storici artisti a imperitura memoria che la politica rurale di una vecchia Sutri di “partito mamma” partorì, si esercitino piuttosto a rimare con più gusto e magari un po’ di giusta ispirazione in più.

Nulla avvenne, nessun  complotto si ordì, fate la vostra vita che io la mia  farò vi assicuro e di certo nei miei sogni notturni o nelle note che vergherò per il giornale voi e la vostra terra santa abitata  da cotanti “sparlatori” di professione più non ci sarete.

(pasquale bottone)

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