Turismo, per Viterbo continua ad essere l’anno zero: manca un’idea di città e l’individuazione di un target, solo vecchio folclore e demagogia

Checchè ne dicano le gazzette agiografiche locali Viterbo continua a godere di una frequentazione turistica sporadica e occasionale: i bed and breakfast e le case vacanza lavorano perchè di gente per 1 max 2 giorni ne capita in città, ma prevalentemente di passaggio perchè interessata a proseguire per la capitale, l’Umbria o la Toscana. Potremmo parlare di un turismo stop e go non richiamato chissà da quali progetti o iniziative, che visita il capoluogo della Tuscia e prosegue. D’altronde in questi anni sono completamente mancati piani per il turismo: Viterbo non ha una identità precisa (città delle terme, d’arte cultura o cos’altro?) e non si fa niente affinchè la abbia: la stessa recentissima trovata del “trenino” (estemporanea quanto si voglia, ma realizzata non si sa bene perchè, a quale idea di rinnovamento dei criteri di “accoglienza” dei forestieri è legata?) finisce per essere, in un deserto totale di progettazione, un’idea folcloristica fine a se stessa e niente più. Nè si può dire che i numerosi e costosissimi festival estivi abbiano peculiarità tali per cui li si dovrebbe raggiungere da altri luoghi, confinanti o meno: nè tantomeno iniziative per bambini natalizie possono avere un ruolo determinante in tal senso, se si eccettua il raggiungimento di un target proveniente da città e provincia. Viterbo non ha eventi “unici” e caratteristici (a parte il 3 settembre cui però non può essere affidata ogni ambizione e velleità) in grado di suscitare l’attenzione di un pubblico nazionale: non è tra l’altro neanche morfologicamente città idonea al turismo di massa cui non è neanche preparata. Sarebbe necessario un confronto serio ed informato sul tema turismo che vedesse la partecipazione di realtà locali e nazionali per un necessario scambio di esperienze: ma l’impressione è che la classe dirigente e politica cittadina, ma anche molti operatori turistici, continuino a preferire la contrapposizione polemica o l’iniziativa demagogica che lascino tutto così com’è.

(p.b.)

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