Home Cronaca Tra storia e cronaca, 1973, il clamoroso rapimento di Paul Getty Jr
Tra storia e cronaca, 1973, il clamoroso rapimento di Paul Getty Jr

Tra storia e cronaca, 1973, il clamoroso rapimento di Paul Getty Jr

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Allora poteva venire definito un hippy, come tutti quelli che si aggiravano per le vie di Roma indossando collanine di vetro colorato, portava i capelli lunghi non troppo curati, e abiti assolutamente casual, si muoveva nello “struscio” tra Campo dei Fiori, Trastevere e Piazza Navona. Era luglio, la notte del 10 luglio dell’anno 1973. Quel ragazzo portava un cognome altisonante “Getty”, Paul Getty III, nipote di uno degli uomini piu’ ricchi dell’epoca, se non il piu’ ricco. Il nonno, John Paul Getty, era un petroliere inglese, gelido e calcolatore che dal nulla aveva edificato un impero. Suo nipote, l’hippy, scomparve improvvisamente quella notte. I giornali negli anni 70, erano occupati a divulgare notizie di cronaca nera, come la strage di piazza Fontana del 12 dicembre del 1969, causata da una bomba piazzata strategicamente per sterminare vite, i cronisti dovettero raccontare delle 16 vittime di quella strage, e degli 88 feriti di quell’atto assurdo e incomprensibile.

Dovettero scrivere durante quel decennio, fino ed oltre agli anni 80, che terminò con il brutale omicidio, dopo un lungo e doloroso sequestro, con la morte di Aldo Moro il presidente della DC. nel 1978. Fu un durissimo colpo che i neofascisti vollero infliggere al governo della Democrazia Cristiana e alla società civile, inconsapevole e impreparata ad apprendere quegli eventi. Anni bui, anni di terrore, fatti di tentativi golpisti dei servizi segreti deviati, di corruzione politica e di scandali, che per lungo tempo tennero l’Italia con il fiato sospeso e la gola arsa per la paura. La notizia della sparizione di un ragazzo così giovane, anche se rampollo di una dinastia potentissima, sulle prime non destò grande scalpore. In Italia a Reggio Calabria, il 13 luglio 1970 iniziò una rivolta popolare causata dalla mancata nomina della città a capoluogo, i calabresi si sentivano poco considerati dal governo centrale, e in quella città simbolo del sud, la violenza non simbolica si impadronì delle strade e dei sobborghi dimenticati.

I cittadini si ribellarono, e manifestarono contro quella decisione. Anche Napoli era in subbuglio, ci fu la rivolta “del pane,” era difficile in quel momento mettere insieme il pranzo con la cena, finchè il governo non bloccò il prezzo di 21 generi di prima necessità, che però non servì a calmare gli animi , soprattutto quelli più bellicosi, e a chiudere la bocca delle pance che reclamavano cibo. Arrivò persino il colera a Bari e a Napoli, con la conseguente mancata esportazione di prodotti ittici al nord, con un rilevante e grave crollo dell’economia locale. L’esport fu bandito e severamente vietato, e questo servì a stabilire un nuovo primato negativo per il mezzogiorno d’Italia. Persino l’economia mondiale nel 1973 arrancava, negli Stati Uniti D’America, il dollaro si svalutò fino all’11% e in quel contesto di recessione, molto lentamente cominciò a trapelare la notizia del rapimento di Paul Getty, l’erede di una immensa fortuna. Il nonno il plurimiliardario, per un breve periodo fu convinto che fosse il nipote stesso che per spillargli dei soldi avesse orchestrato un finto rapimento, approfittando dell’ occasione per chiedergli un riscatto, messo in piedi per ottenere denaro da spendere scriteriatamente. La famiglia però, comprese in fretta che il giovane era stato sequestrato a scopo di estorsione, e un pericolo concreto gravava su di lui e sulla sua vita.

 

La polizia cominciò ad intervenire con intercettazioni telefoniche, e riuscì a stabilire con assoluta certezza che i banditi non avrebbero avuto scrupoli ad ucciderlo, in caso di mancata consegna del denaro richiesto. L’Italia intera cominciò ad appassionarsi a quella vicenda, a milioni comperavano i giornali e seguivano le cronache alla televisione, fu allora che si seppe che “Getty Junior” valeva miliardi. Il patriarca, con il suo denaro avrebbe potuto saldare i debiti del popolo italiano per dieci anni consecutivi, infatti il patrimonio personale del capo di quella dinastia era valutato in averi per 1000 miliardi di vecchie lire, e le sue svariate compagnie, per un patrimonio stimato di 3000 miliardi. La madre del ragazzo ricevette la richiesta di riscatto, e decise seduta stante di indire una conferenza stampa per far sapere ai rapitori che la famiglia era disposta a trattare la liberazione del congiunto. La donna faceva quelle dichiarazioni in totale autonomia , sperando di essere credibile, perchè sapeva bene di non possedere la cifra richiesta in quanto esorbitante. Il pagamento che veniva richiesto era di 17 miliardi di lire, ma le cronache suggeriscono anche altre cifre discordanti tra loro. La donna girò la richiesta al nonno, che oppose il rifiuto netto a scendere a patti con i criminali, che con quella azione volevano infliggere un duro colpo al mondo dei grandi capitalisti, ma il vecchio patriarca non era disposto a pagare, nemmeno cifre nettamente inferiori. I rapitori a quel punto cedettero l’ostaggio ad un’altra banda, che inviò una sezione dell’orecchio del ragazzo, ( gli fu mozzato in maniera cruenta e crudele) dai nuovi barbari, ad un giornale tramite una banale consegna postale, lamentando il fatto che la famiglia da oltre tre mesi rimandava la trattativa, e in quel modo metteva a repentaglio la vita di Paul. La motivazione di non avere il denaro non era credibile da parte dei sequestratori. Arrivò alla famiglia una lettera con poche righe scritte dal ragazzo, con la quale comunicava che a soli 17 anni aspettava la morte, se loro non avessero pagato. La missiva conteneva anche una sua foto con l’orecchio reciso. Fu il giornale “il Tempo” a ricevere una telefonata dei rapitori, l’accento di quella voce, nel filo dell’etere, comunicava le richieste e una inflessione calabrese, quella voce perentoria chiedeva se la redazione fosse interessata a pubblicare la foto di Paul con l’orecchio tagliato. Fu il cronista in seguito a ricevere altre disposizioni . I sequestratori fecero in modo che l’opinione pubblica tramite quel rapimento, puntasse il dito contro i ricchi e contro la classe dirigente italiana, che aveva impoverito il paese con misure che avevano provocato una crisi economica epocale. Era l’anno 1973 e Aldo Moro varò decreti di austerità, andando a ritroso in quegli anni, torna il ricordo della viabilità a targhe alterne. Furono periodi difficili in cui si sequestrava per estorcere denaro a chi ne possedeva, anche Fabrizio De Andrè insieme alla moglie, subirono quella violenza.

Era un fenomeno molto antico e spesso di successo, i banditi ricevevano quello che chiedevano in poco tempo, furono i pastori sardi a sperimentare la ricchezza con impegno minimo. Esportarono in altre regioni il “modus operandi”, subito appreso e sperimentato dalla malavita calabrese. Il taglio dell’orecchio, convinse il nonno a pagare i 2.2 milioni di dollari, e i mancanti 800 furono a carico della famiglia, su richiesta dai rapitori, forse fu solo il miliardo e 700 milioni, accordo dell’ultim’ora, sulla cifra non c’è assolutamente chiarezza. Paul Getty III, fu liberato il 15 dicembre del 1973, dopo cinque mesi di segregazione, fu ritrovato in pessime condizioni nei pressi di “Lauria,”alla stazione di servizio di un paesino arroccato sui monti della Sila, attraversato dalla Salerno Reggio Calabria. Nei due giorni successivi alla liberazione di Paul, alcuni terroristi arabi attaccarono un aereo della Panamerican in sosta a Fiumicino, provocando la morte di 32 persone. Risolto un caso, se ne affacciava immediatamente un altro all’orizzonte, in cui il delirio della violenza non aveva fine. E’ in uscita in questi giorni nelle sale cinematografiche un magnifico film “Tutti i soldi del mondo”, è un film del 2017 diretto e co-prodotto da Ridley Scott, tratto dall’omonimo saggio di John Pearson, il film racconta appunto quel celebre fatto di cronaca, vissuta dal giovare erede della dinastia “Getty”. Non perdetelo.

Maria Grazia Vannini 

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