Home Politica Teatro dell’Unione, una riapertura (a metà) triste e desolante: nessun rispetto per il territorio, nessun progetto, solo una scialba passerella per politici
Teatro dell’Unione, una riapertura (a metà) triste e desolante: nessun rispetto per il territorio, nessun progetto, solo una scialba passerella per politici

Teatro dell’Unione, una riapertura (a metà) triste e desolante: nessun rispetto per il territorio, nessun progetto, solo una scialba passerella per politici

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Certo che anche se ci avessero pensato ad organizzarla scientificamente triste e mesta, non sarebbe potuta venire più monotona e malinconica la riapertura del Teatro dell’Unione, esattamente come la  Viterbo di questi tempi. Senza  nulla togliere all’impegno di “Ombre Festival” (anomalo festival organizzato da poliziotti in attività) che ha chiamato per l’ouverture il famoso giallista di best sellers Jeffery Deaver, mai evento fu  più desolatamente inutile e forzato: innanzitutto la riapertura di un Teatro come quello dell’Unione meritava sicuramente un happening diverso, qualcosa di corale musicale, o di teatrale di larga risonanza: una presenza beneaugurante, festosa e poi l’annuncio di un percorso di rivalutazione già individuato per il teatro cittadino con l’affidamento della direzione artistica ad  un personaggio all’altezza e con un suo programma: invece il vernissage è stato caratterizzato solo dalle eterne promesse in politichese di Zingaretti e Panunzi sembrate ai più vane e illusorie. Il Teatro dell’Unione riapre quindi (si fa per dire) dopo tempo immemorabile e senza alcun progetto e nessun responsabile, sembra quasi solo per essere una facile passerella per i politici locali e regionali. Gli stessi che prima o poi dovranno scegliere come procedere in qualche modo e chi coinvolgere nella quasi impossibile mission di realizzare un’intera stagione con 50000 euro: se non fosse tanto ridicola la cosa, per rispetto di una struttura così bella e imponente, ci sarebbe da piangere.

(p.b.) 

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