Teatro Caffeina, l’avvocato Barelli abbassa i toni folgorato sulla via dell’amor cristiano (il Teatro poi sempre della Curia è, no?): “Solo un difetto di comunicazione”

Dopo le battaglie di liberazione dal “supruso ricevuto” ingaggiate nei giorni scorsi e anche oggi da amici scrittori, legali-soci di Fondazione e politici di centrodestra uniti (il blocco elettorale Arena-Santucci- Rotelli) ed un clima rovente di contrapposizione venutosi a creare tra “negazionisti” (gli organizzatori di “Caffeina” colpa non ebbero, tutta malafede del Comune fu..) e “legalitari trasversali” (“le leggi vanno rispettate, sono uguali per tutti, aprire non si poteva..) ecco nella serata del 10 ottobre (4 giorni dopo il fattaccio) scendere in campo l’avvocato della Fondazione, ex assessore comunale e portavoce di Vivo Viterbo (a proposito di conflitti di interesse…o di forti inopportunità) Giacomo Barelli annunziante la ricevuta investitura ottenuta di legale rappresentante di Rossi, Baffo &C nella vicenda del teatro che aprì e subito richiuse. Chi si aspettava toni polemici deluso rimase assai perchè il Barelli non soffiò sul fuoco, preparando il suo popolo alla pugna, ma anzi fece di tutto per abbassare i toni e definire il tutto “solo un difetto di comunicazione” stigmatizzando “la totale correttezza e buona fede nell’operato di tutte la parti coinvolte a partire dalla fondazione passando per gli uffici comunali, i vigili del fuoco, Asl e tutte le autorità pubbliche e private coinvolte, che spesso operano all’interno di un quadro normativo che non sempre aiuta il lavoro degli operatori” e preannunciando che ” mercoledì 11 ottobre incontrerò i vigili del fuoco al fine di verificare insieme tutti gli aspetti della vicenda, proseguendo in quel clima di grande collaborazione che ha portato in questi e nei giorni passati a un quotidiano confronto sulle prescrizioni e gli accorgimenti da seguire”. Secondo Barelli si trattò quindi di incomprensione, null’altro, e le guerre sante già partite neanche le nominò, come non fosse accaduto nulla e il primo comunicato durissimo della Fondazione neanche lo ricordò come non fosse stato pubblicato da anima viva. Folgorato sulla via del buonismo e dell’amor cristiano (anche ricordando che il teatro della Curia fu e chissà come quest’ultima avrà preso suddetta incomprensione e l’apertura non autorizzata c’è da chiedersi…) Barelli uomo del dialogo e della pacificazione cittadina pronto ad affrontare di buon grado l’iter legale che porti alla riapertura del teatro con tutte le autorizzazioni in regola (a proposito potranno accedere al nuovo spazio cittadino anche i disabili, la recente ristrutturazione lo ha previsto?): eppure il reato di apertura non autorizzata rimane, la sfida a Comune e vigili del fuoco resta o no?

(pasquale bottone)

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