Home Politica Teatro Caffeina, la battaglia di fede di Fratelli d’Italia: fosse stato sindaco Rotelli avrebbe consentito un’apertura irregolare? E le leggi esistono solo per i comuni cittadini?
Teatro Caffeina, la battaglia di fede di Fratelli d’Italia: fosse stato sindaco Rotelli avrebbe consentito un’apertura irregolare? E le leggi esistono solo per i comuni cittadini?

Teatro Caffeina, la battaglia di fede di Fratelli d’Italia: fosse stato sindaco Rotelli avrebbe consentito un’apertura irregolare? E le leggi esistono solo per i comuni cittadini?

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Senza dubbio il fatto del giorno è il comunicato congiunto del centrodestra che attacca l’amministrazione di centrosinistra parlando di un vero e proprio “complotto ordito contro Rossi &C”. E’ una posizione molto forte e netta, probabilmente un po’ spericolata perchè non tiene in minima considerazione il dato oggettivo che la Fondazione Caffeina fosse sprovvista il giorno dell’inaugurazione di alcuni documenti indispensabili per l’apertura. Sorprende soprattutto la sacra battaglia di solidarietà intrapresa da Fratelli d’Italia nei confronti di Baffo e Rossi, una battaglia quasi fideistica, che non conosce neanche la più piccola perplessità interna: eppure il consigliere Buzzi lo scorso inverno fu il primo ad avanzare dubbi sui tempi superveloci di concessione di gran parte del suolo del centro storico per la realizzazione del Caffeina Village Christmas; il suo partito ad ogni commemorazione di Borsellino ne ha sempre rivendicato l’eredità morale ponendo la legalità come primo passo della sua azione. Che succede a Fdi? Un’alleanza elettorale vale più dei princìpi? Verrebbe da chiedere a Rotelli, non solo guida del partito, ma di tutta l’alleanza di centrodestra Arena,Santucci, Rossi(Rotelli appunto) come si sarebbe comportato lui venerdì scorso fosse stato sindaco al posto di Michelini. Avrebbe consentito l’apertura del teatro o l’avrebbe posticipata a rigor di legge? Anche perchè quest’ultima dovrebbe essere uguale per tutti e non si capisce perchè poi un qualunque cittadino se avesse aperto un esercizio senza i necessari permessi avrebbe dovuto poi essere vittima di provvedimenti civili e penali: per non parlare di un primo cittadino che avesse agevolato un’irregolarità così grave, avrebbe visto dischiudersi dinanzi a lui le porte delle patrie galere. Rotelli avrebbe rischiato tutto ciò, con i precedenti che ha poi? Ha imparato che la legge va rispettata e che non è un inutile balzello da aggirare quando si vuole? Ecco, risponda Rotelli che sappiamo essere uomo arguto che sa come va la vita: le regole devono venire prima di tutto e di ogni programma politico, Viterbo non può continuare ad essere una città per pochi privilegiati difesi in ogni caso ad oltranza, a torto o a ragione.

(pasquale bottone)

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