Home Cultura Teatro Caffeina: i dolori del giovane scrittore realista-metafisico Giorgio Nisini, cui una politica meschina (e fin troppo terrena) chiuse l’adorato teatro
Teatro Caffeina: i dolori del giovane  scrittore realista-metafisico Giorgio Nisini, cui una politica meschina (e fin troppo terrena) chiuse l’adorato teatro

Teatro Caffeina: i dolori del giovane scrittore realista-metafisico Giorgio Nisini, cui una politica meschina (e fin troppo terrena) chiuse l’adorato teatro

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Lo capiamo Nisini, gli artisti sono sensibili, li conosciamo, quando si imbattono nella realtà nuda e pura, costretti ad abbandonare anche per un secondo la loro indagine letteraria “metafisica” si rattristano, si scoraggiano, si sentono svuotati dentro, privati della loro missione estatico-contemplativa: figuriamoci poi vedere chiudere un teatro alla cui “costruzione” si è partecipato attivamente con gli amici di sempre nell’estasi di una collaborazione lunga e fruttuosa, invidiata dalle menti perfide e maligne, quanto ammirata dagli animi eccelsi e pieni di liturgica bellezza. Immaginatelo Nisini, inventore dell’universalmente conosciuta scrittura architettonico-figurativa, l’uomo volitivo e il celebre studioso che nobilitò in ogni parte del globo la figura di Pasolini, l’autore geniale che vergò pagine immortali con la sua strapremiata “trilogia dell’incertezza” osservare il suo luogo dell’anima, lo spazio, il teatro, la cultura, a luci spente il giorno dell’inaugurazione e per una banalissima, terrena mancanza di autorizzazioni. “Noi cerchiamo di volare e far volare, ma un potere oscuro e malevolo ci costringe nuovamente ad atterrare nel nulla cittadino, un’azione politica premeditata e meschina spegne i nostri entusiasmi, vuole tacitare le nostre coscienze, o Viterbo che tradisci i tuoi figli migliori per i tuoi miseri giochi di potere, che tu sia maledetta!” avrà pensato con lirica tristezza il trilogistico autore e certo di tempo non ne avrà avuto, in questo improvviso abbattimento del corpo e della mente seguito al “lugubre e luttuoso evento” per seguire altri aspetti della vicenda che tanto clamore generò nella piccola urbe. “Ma che vuoi che siano due scartoffie, becere carte senza valore, meschine burocrazie, dinanzi all’alta missione per cui ci eravamo preparati alla trincea, la rinascita della città dei Papi nel nostro segno, in quello vincente della buona fede e del didascalico trasporto: quali inutili leggi possono mai fuorviare il nostro dorato cammino verso le stelle, quale popolo turpe e credulone è il nostro, plagiato dai malfattori che anelano alla nostra fine che mai verrà perchè indomiti proseguiremo!”, altra reazione che questa non avrà avuto Nisini ne siamo sicuri, conoscendo la sua innata avversione nei confronti della malvagità, la sua accanita, appassionata difesa del bene. E’ conoscendo questo suo nobile cuore che gli diciamo di combattere le sue pene, di placare le sue angoscie, perchè il sole ritorna sempre a splendere per quelli come lui e i suoi romantici amici: coraggio Giorgio, passerà.

(pasquale bottone)

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