Teatro Caffeina: fu persecuzione politica o farsa organizzata ad hoc? Filippo Rossi non può tacere in eterno, deve rispondere

Come abbiamo già anticipato stamani si fa sempre più opprimente il silenzio riguardante il Teatro Caffeina: ma andiamo a ricapitolare la situazione dall’inizio. Venerdì 6 ottobre come annunciato, il Teatro Caffeina apre alle ore 18 per poi richiudere poco dopo: gli organizzatori parlano di “complotto burocratico”, alcune testate gridano disperate alla fine della libertà di espressione a Viterbo, c’è chi propone raccolte di firme pro-Zingaretti: arriva però presto la dichiarazione di Marini che spiega la clamorosa chiusura con la “mancanza delle autorizzazioni necessarie”. A questo punto centrodestra e Fondazione Caffeina rinfocolano la polemica ergendosi a vittime dell'”uso politico della burocrazia” dell’amministrazione, successivamente il Comandante dei Vigili del Fuoco stabilisce che lo spazio non avrebbe potuto aprire perchè privo dei dispositivi antincendio e dei necessari impianti di areazione: dopodichè l’avvocato Barelli archivia il tutto come un malinteso, una incomprensione da poco tra Comune e Fondazione, assicurando che la stessa avrebbe provveduto a mettersi in regola per riaprire al più presto il teatro. Toni supersoft che hanno il chiaro intento di mettere la sordina al “caso”. Da allora nessun commento ufficiale, nessuna voce che si leva dalla città a chiedere chiarezza, tutto tace, anche l’ambiente politico tutto. Eppure parliamo di un evento che ha diviso la città in innocentisti e colpevolisti, di una notizia che ha riempito i giornali locali, come mai questo assordante silenzio? Certo, se le mancanze, le “dimenticanze” degli organizzatori fossero state di poco conto il teatro avrebbe già riaperto, cosa c’è che non sappiamo? La questione è di pubblico interesse, che male c’è a chiedere di esserne informati? Ma una coltre di insonoro nulla continua ad accompagnare la faccenda: serve a nascondere qualcosa? E la Curia, proprietaria dell’immobile, non sente il bisogno di capire quali errori o infrazioni hanno commesso i concessionari dello stesso? E allora la domanda che viene spontanea, tanto per rispolverare una illustre citazione, riguarda Filippo Rossi: signor consigliere potrebbe essere così gentile da informarci sullo stato dell’opera? Come dobbiamo interpretare il più volte menzionato “assordante silenzio? Ma cosa successe quel benedetto 6 ottobre? Fu un nuovo inizio di una persecuzione politica nei suoi confronti, forse? O magari una farsa populista organizzata ad hoc per spostare l’attenzione dai lati che restano oscuri della vicenda? Ci faccia capire, un politico in quanto tale è un personaggio pubblico, non può passare i mesi a tacere.

(pasquale bottone)

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