Storia della ferrovia Orte- Civitavecchia, uno scenario per il grande schermo

La Orte Civitavecchia è una ferrovia di diciassette stazioni con ponti mozzafiato per eleganza e arditezza strutturale come il ponte in traliccio di metallo bullonato ad unica campata rettilinea tra Bagnolo e Gallese, il ponte in ferro sul Rio Vicano ad arco a tre cerniere, il ponte sul Mignone per metà realizzato in arcate di pietra e metà in travi di metallo ed ancora, sempre a Gallese, il ponte in travertino e mattoni sul Rio Maggiore una delle strutture in muratura più alta d’Europa.
Il 30 aprile 1894 viene aperto il tratto Ronciglione-Capranica (7,5 km); il 28 ottobre 1929 si inaugura l’intera linea Orte-Civitavecchia lunga 85,687 km.
L’eccessiva distanza delle stazioni dai centri abitati e la bassa velocità dei treni penalizzano sin da subito l’intera linea (per percorrere gli 85 km occorrevano tre ore).
Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale blocca l’elettrificazione della linea ed i bombardamenti la interrompono in più punti. Nel 1947 si conclude la ricostruzione dei tratti danneggiati ed inizia la concorrenza letale con autocarri e bus.
Nello stesso anno –1961- è chiuso il tratto Civitavecchia-Capranica.
Dagli anni ’70 l’intero tratto è più volte scenario di film (Il Colonnello Von Ryan, Un esercito di 5 uomini, Due Marines e un generale ed altri con Pozzetto Villaggio ecc.).
Nel 1981 le FS decidono di ristrutturare l’intera linea Civitavecchia-Orte per garantire una rete ferroviaria omogenea.
Nel 1986 iniziano i lavori per l’elettrificazione e l’allargamento delle gallerie; nel 1992 cessa il traffico di merci.
Fino al 1993 si spendono per l’ammodernamento circa 200 miliardi di lire.
Dal 1994 la linea Orte-Capranica è soppressa all’esercizio tranne che per qualche treno speciale; nel 1997 la Regione Lazio assume la delega per le funzioni di programmazione dei servizi di pubblico trasporto regionale.
Nel 1999 Trenitalia redige uno studio per valutare l’economicità e la reale richiesta – i risultati sono più che negativi.
E’ nostro il compito di tramandare quanto ci è stato tralasciato con azioni di recupero e rifunzionalizzazione dell’intera struttura.

Architetto Alfredo Giacomini

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