Storia del Teatro Genio, risorsa storica vittima dei giochetti della politica e dei conflitti d’interesse

Bartolomeo Spigaglia, titolare di una attività commerciale in Piazza delle Erbe, acquista nei pressi della stessa piazza degli immobili per realizzare uno spazio ad uso di commedie che prende il nome di Teatro dei Mercanti attuale Cinema Teatro Genio.
Il nuovo Teatro dei Mercanti ha inizialmente quattro ordini di palchi di legno, una platea e una balconata alta (piccionaia).
Il 18 maggio 1721, in occasione della nomina di Papa Innocenzo XIII, si svolge probabilmente il primo spettacolo.
Nel 1804 il Comune di Viterbo prova ad acquisire il Teatro dei Mercanti in enfiteusi per ventisette scudi annui ma la Congregazione del Buon Governo non approva; il teatro viene pertanto rilevato dal ceto dei nobili della città rappresentati da Lazzaro Arcangeli e Giuseppe Liberati che affida il progetto di restauro all’architetto Tommaso Giusti. Il tetro dal 1806, dopo essere stato chiamato Teatro del Genio del Cimino, viene denominato Teatro del Genio; l’inaugurazione del restauro è del 24 agosto 1805 con la rappresentazione dell’opera buffa “La serva bizzarra” di Pietro Carlo Guglielmi.
Nel 1877, dopo un periodo di abbandono, l’Accademia filodrammatica viterbese lo riapre al termine dei lavori di rinnovamento del soffitto, del palcoscenico, del lampadario, del loggiato per l’orchestra e della decorazione dei palchi in bianco e oro.
L’ennesima inaugurazione avviene il 2 agosto 1877 con la commedia in due atti “La polvere negli occhi” di Eugene Labiche e Edouard Martin.
Il 31 gennaio 1882 il Teatro del Genio è dichiarato inagibile dal sottoprefetto; nel 1911 l’assessore comunale ai Lavori Pubblici Torquato Cristofori propone la demolizione per ricavarne legname da riciclare. La proposta è subito accettata e si demoliscono i palchi e il palcoscenico.
Dal 1923, dopo essere stato impiegato per il tiro a segno e come deposito di sansa dei frantoi, il teatro viene occupato dall’Unione Sportiva Viterbese e dal Circolo viterbese di Scherma.
Il Teatro Genio, dopo l’inevitabile restauro,è nuovamente inaugurato il 22 dicembre 1924 e utilizzato per proiezioni cinematografiche, rappresentazioni teatrali e concerti; i posti per il pubblico sono 1.400.
Il primo film sonoro proiettato nel 1932 è la commedia “Cercasi modella” interpretato da Elsa Merlini e Nino Besozzi.
Il teatro è distrutto dai bombardamenti aerei della Seconda Guerra il 6 giugno 1944.
Per la ricostruzione viene costituita una società denominata “Società per azioni Teatro del Genio”; la riapertura è del 30 agosto 1948.
Attualmente è utilizzato dai piccioni viterbesi.

Alfredo Giacomini

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