Home Cronaca Stampa e potere, giornalista de “Il Messeggero” tenta il suicidio in redazione, ma due colleghi gli salvano la vita: mobbing e “pressioni indebite” ricevute la causa del disperato gesto?
Stampa e potere, giornalista de “Il Messeggero” tenta il suicidio in redazione, ma due colleghi gli salvano la vita: mobbing e “pressioni indebite” ricevute la causa del disperato gesto?

Stampa e potere, giornalista de “Il Messeggero” tenta il suicidio in redazione, ma due colleghi gli salvano la vita: mobbing e “pressioni indebite” ricevute la causa del disperato gesto?

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A quanto pare un giornalista de Il Messaggero qualche giorno fa avrebbe cercato di gettarsi da una delle finestre della redazione di Via del Tritone a Roma e solo l’intervento tempestivo di alcuni colleghi avrebbe sventato la riuscita del disperato gesto.

Un episodio inquietante che la dice lunga sul mobbing che tanti operatori del settore devono subire in tempi di crisi dell’editoria e della spersonalizzazione del mestiere di giornalista sempre più visto come voce senza libertà d’espressione di lobbies e giri di potere che usano la stampa ormai quasi unicamente per attaccare il comitato d’affari avversario o per far pubblicare veline di sistema.

La notizia è stata data dal caposervizio  del “Corriere della Sera” Fabrizio Peronaci che l’ha pubblicata sul gruppo fb di giornalismo investigativo; ecco cosa scrive l’autore de “Il Ganglio”e di altri libri-verità: “Sono lontani i tempi in cui le redazioni, forti dei loro rappresentanti sindacali, erano presidio di libertà di informazione, espressione e di confronto. Senza riguardo per nessuno (editore compreso, naturalmente nell’ambito di un rapporto leale e corretto), se non per i propri lettori.
Ebbene, oggi le logiche sono tristemente diverse: prevalgono tentazioni autoritarie e volgari, spesso alimentate dalla mancanza di caratura professionale e autorevolezza dei designati a ruoli di comando. E purtroppo sono sempre più diffuse anche pesanti pratiche di mobbing ai danni dei (pochi) giornalisti con la schiena dritta, indisponibili a barattare il proprio silenzio con qualche contentino personale.
Ebbene, spero di essere smentito.
Anticipo che sarò ben lieto di ospitare l’intervento di qualche autorevole collega della testata coinvolta in questo sconvolgente episodio, in modo da spazzare via ogni dubbio”.

Una tragedia evitata per un niente, una crisi del mestiere di giornalista sempre più profonda ed inquietante, mestiere troppo spesso affidato a mediocri vassalli delle baronie politiche, spietati demolitori della libertà  d’espressione e di chiunque cerchi di esercitare una così nobile e decaduta professione con indipendenza di pensiero e di giudizio.

(pasquale bottone)

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