Scarsa illuminazione, degrado, emarginazione e povertà al “centro”: cronaca di una significativa rapina alla farmacia di Piazza Fontana Grande

Continua il calvario del centro storico di Viterbo, oramai ridotto a degradata periferia non priva di pericolose incognite; chiedete al dottor Alessandro Palmucci, co-proprietario della farmacia Galiano assieme al fratello Francesco, in piazza Fontana Grande, vittima di una rapina la scorsa domenica: “Per fortuna il rapinatore era un malavitoso sbandato, ubriaco e senza forze che, dopo che aveva compiuto l’atto criminoso non è stato difficile, una volta uscito dal negozio, bloccare e consegnare alle forze dell’ordine- confida Palmucci, ma lo scenario in cui tutto è accaduto è stato decisamente inquietante. Piazza scarsamente illuminata, fontana al buio, l’ideale per ladri ed emarginati a caccia di imprese, se ti vedi puntare una pistola, finta o vera in queste circostanze, non puoi non temere il peggio, il segnale è allarmante”. Ed in effetti l’episodio può essere considerato minore solo perchè ci troviamo dinanzi ad un pregiudicato isolato e tutto sommato innocuo, si fosse trattato di una rapina organizzata sarebbe stato molto complicato sventarla: dispiace vedere molte zone del centro storico in queste condizioni, centro di raduno di piccoli mariuoli, emarginati disperati, ad esprimere il disagio anche sociale che la città vive in questi anni e che meriterebbe un intervento istituzionale più organizzato ed efficace. La miseria, si sa, può spingere alla violenza e al solo osservare le code di persone bisognose a caccia di un pasto davanti alla caritas non si fa fatica a capire di come la povertà di fasce sempre più estese di popolazione stia diventando uno dei problemi più seri e gravi di Viterbo.

(p.b.)

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