Santa Rosa: che sia l’ultimo anno per “l’obbrobrio tribune”, le piazze sono di tutti e vanno liberate dai business e dai privilegi feudali

Ieri Chiaravalli su Il Messaggero ricostruiva bene tutta la vicenda tribune, aggiungendo numeri e costi: son cose davvero difficili da comprendere questi appalti e questi prezzi dei biglietti per assistere ad una festa religiosa. Ma in questi giorni il nostro obiettivo non è fare le pulci alla ditta appaltatrice, anche perchè si è incuneata in un regolamento che fa acqua da tutte le parti e che è decisamente antistorico. Se vogliamo lavorare per una Viterbo più giusta ed inclusiva le tribune per Santa Rosa sono le prime cose che devono scomparire, un obbrobrio antiestetico e immorale che mette in dubbio la stessa parità dei viterbesi rispetto ai propri diritti di cittadini, che devono essere uguali per tutti. Rappresentano il residuo, o meglio la zavorra, di una Viterbo feudale e classista che resiste arrogante, ma che non ha più ragione di esistere, allontana solo la città dal mondo. Questa edizione ormai è andata, ma la speranza è che nel corso della prossima campagna elettorale i candidati sindaco pongano l’accento su questa triste anomalia e lavorino per eliminarla: piazze libere, finalmente offerte ai turisti anche per Santa Rosa, scomparsa definitiva delle tribune, spazi istituzionali riservati ai disabili per la visione del trasporto: affinchè la festa sia di tutti e business facili e inutili intorno ad essa siano cancellati.

(p.b)

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