Santa Rosa: l’impagabile magia del Trasporto ancora una volta avvolge Viterbo, ma a Viale Marconi non c’è pathos, il luogo è inadatto

Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa funziona sempre alla grande: è qualcosa di unico ed estremamente emozionante che stringe la città in un abbraccio davvero totalizzante e molto commovente. Un patrimonio di Viterbo diventato anche un patrimonio Unesco, un momento in cui il capoluogo della Tuscia si sente orgoglioso delle sue tradizioni e delle sue bellezze. Anche quest’anno tutto di grande effetto, anche se l’allungamento del percorso a Viale Marconi continua a non convincere, non svettando con la stessa originalità la Macchina in questi luoghi e non fornendo quindi la stessa fulgida e caratteristica immagine”: il viale finisce per appiattire la magia del Trasporto e per essere uno sforzo sovrumano quanto non indispensabile per i Facchini: lo stesso Ascenzi in queste ore ha fatto sapere che gradirebbe un ritorno alla tradizione classica e una parte cospicua della città pensiamo possa essere d’accordo con lui. L’edizione di quest’anno ha poi evidenziato che le antiestetiche e super-ingombranti ( e super-costose) tribune hanno probabilmente fatto il loro tempo (non pochi i biglietti rimasti invenduti pare) e sarebbe ora di riaprire le piazze alla partecipazione popolare. Il Trasporto sarà una grande risorsa culturale ed economica, sociale e religiosa, anche in futuro per Viterbo, magari bisognerà capire solo come rimodulare la festa intorno ad esso, le possibilità di migliorarla e di attualizzarla sono tante e il tempo per pensarci su c’è tutto.

(p.b.)

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