Sale la tensione a Palazzo dei Priori: impiegati e dirigenti colti da attacchi di panico per lo stress, clima pesante nella maggioranza… Ma la consegna è il “silenzio”

Non è che l’abbandono di Viva Viterbo abbia peggiorato più di tanto il clima nella maggioranza, mai idilliaco sin dall’inizio: fioroniani e panunziani (con l’eccezione “amica” della “sposettiana” di strettissima osservanza Melissa Mongiardo, “panunziana” di fatto) si sono sempre guardati in cagnesco e a tenerli ancora in vita come coalizione è l’irrinunciabile coltivazione dei loro personali, rispettivi orticelli: la distanza con la città ed i problemi reali è siderale, l’occupazione preferita discutere di tattiche, alleanze e candidati per le prossime elezioni (da decidere con o senza Viva Viterbo di ritorno, ipotesi più che possibile ancora, nessuna rottura insanabile quando c’è da conquistare la poltrona di sindaco). Michelini continua a giocare il ruolo del “Leonardo nel paese delle meraviglie, tant’è che,  ad essere dietrologi, la sua candidatura a sindaco andrebbe indagata da un buon giallista o esaminata da un attento psicoanalista; in tutte le stanze di Palazzo dei Priori l’atmosfera è pesante, anche tra gli impiegati, i funzionari e i dirigenti: i casi di depressione da stress sono stati numerosi e hanno portato in molti al riposo forzato a casa: pare clamorosi siano stati gli attacchi di panico ( mobbing? eccessi di sensibilità in alcuni?) che hanno colto noti capi-settore dinanzi agli incalzanti ritmi lavorativi e decisionali imposti dalla amministrazione che continua ad essere la meno amata dai dipendenti del  Palazzo da molti anni a questa parte. Basta affacciarsi negli uffici per averne sentore e per trovare personale demotivato e angosciato: si vocifera che anche gli sfoghi tra colleghi  siano fortemente diminuiti proprio per il “sacro terrore” che poi le lamentele vengano riportate  ai “politici” presenti in giunta: non si aspetta altro che finisca quella che molti definiscono a voce bassa un’inutile agonia e che magari un cambio di maggioranza possa riportare il sereno: ma tutti rispettano la consegna del silenzio, si temono indesiderati spostamenti di ruolo,  trasferimenti in periferici uffici, la paura fa novanta…

(p.b.)

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