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Ritratti: la solitudine di Giovanni Arena, il sindaco che ha già perso il sorriso

Ritratti: la solitudine di Giovanni Arena, il sindaco che ha già perso il sorriso

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Abbiamo seguito per lavoro Arena dalla fine dell’inverno scorso e lo avevamo sempre trovato dotato di un forte self control: aveva affrontato la lunga stagione della candidatura (o meno)  a sindaco  con energia, notevole capacità di sopportazione, misura, anche una certa eleganza.

Il primo cittadino è persona naturalmente simpatica e spiritosa, sa gestire i rapporti umani ed è anche un buon public relations man: non ci saremmo aspettati che una volta eletto avesse perso subito misteriosamente tanta decisione e aplomb (entrambi recuperabili comunque): soprattutto non ci saremmo mai aspettati che si sarebbe lasciato coinvolgere da campagne stucchevoli e provincialotte di giornali on line, che sarebbe sceso in polemiche evitabili  e che non fosse riuscito a far pesare il suo ruolo di sindaco che non deve accettare provocazioni.

Lo abbiamo visto invece “benedire” la campagna di delegittimazione della vecchia amministrazione ordita da qualche gazzettino web con dubbio gusto addirittura facendosi fotografare accanto a ritratti incorniciati di politici violentemente messi alla gogna: o anche intervenire per spingere alle pubbliche scuse un consigliere comunale tuffatosi nella fontana di Piazza del Gesù ad elezioni vinte: e addirittura lasciarsi coinvolgere in una volgarissima polemica a base di insulti ed epiteti poco gratificanti con il consigliere Ricci sempre orchestrata ai suoi danni, dalla quale è uscito ancor peggio tra mezze ammissioni di colpa, rimpallo delle offese ed altri tristi show (sarebbe bastato ad ogni occasioni emettere brevi e distaccati comunicati comunicati e finirla lì).

Una comunicazione che definire disastrosa è poco, piena di passi falsi (ma chi lo consiglia?) e di cadute di tono: come mai il ben educato e sempre sorridente Arena finì  in acque così perigliose per la sua primaria attività di sindaco accettando  addirittura di giocare a rimorchio di  semplici cronache viterbesi virtuali?

Probabilmente Arena è solo, non appoggiato a dovere dal suo partito, ancora non graditissimo da altre forze politiche che non gli hanno perdonato il volersi candidare a tutti i costi: è solo e senza bussole di riferimento che lo seguano da vicino attentamente: di questo passo gli converrebbe chiedere a Tajani e Battistoni una comunicatrice vicina al partito, di esperienza nazionale, che sappia affiancarne il cammino ed un consigliere politico che gli eviti di nominare assessori in palese conflitto d’interessi o di assecondare discutibili scelte familiste.

Arena ha davanti 5 anni difficili e certo non potrà affrontarli come ha affrontato questi due mesi: ma  salvare il soldato Giovanni da queste tempeste continue interessa davvero a qualcuno tra amici, parenti e santi protettori?

(pasquale bottone)

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