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Regionali, – 3 al voto: “Sono io il voto utile”, cittapaese.it  incontra Sergio Pirozzi

Regionali, – 3 al voto: “Sono io il voto utile”, cittapaese.it incontra Sergio Pirozzi

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Abbiamo incontrato Sergio Pirozzi candidato con la sua lista “dello Scarpone” alla presidenza della regione Lazio, un uomo che  scende in strada e “abbraccia”, nel vero senso della parola, le persone che incontra, ribaltando le teorie sulla comunicazione politica, studiate da anni.

E’ fiero, non abbassa mai lo sguardo, socchiude gli occhi e si poggia una mano sulla fronte quando parla delle sofferenze passate con la sua Amatrice, il dolore è presente, si percepisce, la ferita sanguina, ma lui deve curarla, non solo la sua, ma anche quella della sua gente ancora costretta a vivere tra le macerie.

Stanco delle passerelle politiche, ha bisogno di agire e potrà farlo come più volte dichiarato “solo nella stanza dei bottoni”.

Come è stato il viaggio in treno affrontato per giungere a Viterbo, dalla tratta Roma nord nell’ambito del contest “Soffri con noi”, promosso dal comitato pendolari, ha“sofferto con loro” o no?

“Cominciamo con il darci del tu, intanto. Certo, è stata una vera e propria odissea, tre ore e tredici minuti  di viaggio per fare  circa 80 chilometri, naturalmente in piedi, e non si sa in che condizioni. Nei compagni di viaggio che ho incontrato a prevalere era la rassegnazione, quella che io voglio fortemente combattere.

Questo stato di degrado purtoppo parte da lontano, si è sempre pensato di potenziare i grandi centri urbani a discapito di quelli periferici, è un disegno che dura da anni  e che si è inevitabilmente ritorto sulle grandi città come Roma, con il chiaro esubero di esseri umani costretti a riversarsi dove sono i servizi. Le periferie sono state dimenticate su tutto: dalle strutture sanitarie alle infrastrutture.

E’ mancata quella che io definisco “la visione” .

Un uomo solo al comando, questo lo scenario che dopo le recenti scelte del centrodestra ti si è  prospettato, non è che sotto sotto lo hai sempre desiderato?

“No, non è quello che volevo, però l’ho immaginato da subito, da quando hanno  iniziato a parlare di me come “quello che non si fa manipolare”. I partiti tradizionali preferiscono donne e uomini controllabili. Io ritengo giusto farmi controllare solo da chi mi ha dato il voto, cioè i cittadini”.

Ti è dispiaciuto?

“No,  io dico sempre “meglio solo che male accompagnato”!”.

Cosa ti ha colpito di più di questa campagna elettorale?

“Tanti ragazzi, e tante storie, come quella di Alessio che ho incontrato in una casa famiglia  dove sta scontando una pena alternativa , quando gli ho chiesto perchè si fosse messo nel giro dello spaccio mi ha risposto, quando nasci in un quartiere malfamato come il mio (periferia di Roma)  questo fai. Poi la vicinanza di tante persone comuni, due giovani che hanno percorso quasi duecento chilometri solo per incontrarmi. Ho conosciuto il disagio di tante persone, storie che ti rimangono dentro,  poi la vicinanza di tanta gente comune, non persone a cui ho fatto favori, come si usa nella politica tradizionale, ma persone che avevano il semplice desiderio di conoscermi”.

Se dovessi spiegarmi perchè sei diverso dai tuoi antagonisti, cosa mi racconteresti?

“Perchè sono ventitré anni che faccio l’amministratore pubblico, perchè ho fatto una scelta controcorrente, ho tenuto dritta la barra sapendo che poi sarebbe arrivato anche qualche colpo basso. Non ho mai mollato e sono andato dritto per la mia strada. Perchè sono un uomo libero, questo dovrebbe bastare”.

E i colpi bassi sono arrivati?

“Non sono certo mancati, in troppi  usano la campagna elettorale non come confronto di proposte, ma come scontro personale. Io personalmente non ho mai attaccato nessuno, purtroppo c’è una decadenza di costumi che non porta ad un confronto civile”.

Quale sarà il tuo primo provvedimento da Presidente?

“Intanto che i direttori generali delle Asl non siano più nominati dalla politica, ma saranno scelti da tre organi esterni formati da tecnici al di sopra delle parti ai quali saranno presentati una rosa di nomi che io valuterò con loro.

Ridisegneremo la sanità in base alle esigenze dei territori, tenendo soprattutto conto delle periferie. Ogni territorio dovrà avere il suo presidio ospedaliero in base alle proprie particolari esigenze.   Inoltre, per le piccole imprese,  che sono 400mila nella nostra regione e costituiscono il più importante tessuto economico delle province, “dimenticate”, aggiungo io,  abbiamo studiato, con dati alla mano e coperture, l’istituzione di 15 contee defiscalizzate, dove non si pagheranno tasse e saranno concessi  contributi per le assunzioni di durata triennale.

Vi garantisco che non sono chiacchiere, ma un progetto che ho già attuato per Amatrice e facilmente esportabile.

Le nostre piccole imprese combattono quotidianamente per sopravvivere senza nessuno aiuto, dobbiamo aiutarle subito, solo preservando il presente potranno avere futuro”.

Viterbo come ha risposto  alla tua candidatura?

“Bene, sono sorti molti comitati spontanei a mio sostegno e questo non può che farmi piacere. Proprio a Viterbo sabato 10 marzo, presso il Parco dei Cimini,  avranno luogo gli Stati Generali della lista dello Scarpone, dove interverranno amministratori locali, delegati e simpatizzanti provenienti da tutta Italia, per prepararci alle elezioni amministrative di maggio”. 

Comunque dovesse andare, cosa conserverai di questa esperienza?

“L’amore di tante persone”.

Appello all’ultimo voto sugli indecisi, cosa vuoi dire loro?

“Il vero voto utile per cambiare il Lazio è quello dato a Sergio Pirozzi. Ricordatevi che altri voti  sono sprecati, Perché votare centrosinistra o centrodestra significa dare un voto a due forze che dicono di essere opposte ma che alla fine si alleeranno, come succederà anche a livello nazionale”.

(benedetta ferrari)

 

 

 

 

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