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Regionali, – 3 al voto: “Basterebbe attuare la Costituzione”, cittapaese.it incontra Stefano Rosati (Riconquistare l’Italia)

Regionali, – 3 al voto: “Basterebbe attuare la Costituzione”, cittapaese.it incontra Stefano Rosati (Riconquistare l’Italia)

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Stefano Rosati è il candidato alla Presidenza della Regione Lazio (scheda verde) della lista Riconquistare l’Italia, promossa dal Fronte Sovranista Italiano, neonata formazione politica che propone la completa riconquista della sovranità nazionale, monetaria e popolare per l’Italia.

41 anni, nato a Rieti, si è laureato in Giurisprudenza con il massimo dei voti presso l’Università La Sapienza di Roma; ha svolto la pratica forense presso l’Avvocatura dello Stato; ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Diritto dei contratti pubblici e privati presso l’Università della Tuscia e l’abilitazione alla professione di avvocato; ha  vinto un concorso da funzionario comunale nel Comune di Monterotondo, dove è stato addetto alla redazione dei bandi degli appalti pubblici, per poi vincere un concorso come funzionario della Banca d’Italia e infine il concorso da avvocato della Banca d’Italia.

Quali sono le differenze principali tra la sua proposta politica e del suo partito rispetto a quella degli altri candidati alla Presidenza della Regione?

“Riconquistare l’Italia nasce per contrastare quello che noi chiamiamo Partito Unico Liberale, ossia l’agglomerato di tutte le formazioni politiche di destra-centro-sinistra della seconda repubblica che hanno abbandonato il dettato costituzionale del 1948 per abbracciare le logiche aziendaliste, antipolitiche e contro l’intervento pubblico in economia dei trattati europei

Le altre liste (seppure con i vari distinguo, alcuni anche meritevoli) ragionano ancora all’interno delle logiche dei trattati proponendo politiche simili volte all’efficientamento, alla contrazione della spesa pubblica, allo sviluppo dell’offerta.

Noi invece vogliamo agire sul lato della domanda, sul lato delle politiche per la buona e piena occupazione, sull’intervento pubblico in economia vietato dai trattati comunitari.

Per questo noi siamo la lista che pone al centro l’attuazione della Costituzione del 1948, anche e soprattutto nella sua parte più nobile, quella delle politiche economiche e sociali. Per noi la Costituzione non è uno slogan, ma la sua piena attuazione è la nostra ragione fondativa.

In questo risiede la nostra differenza con le altre forze politiche”.

Non si può parlare di Regione, senza parlare di Sanità. Quali sono le vostre proposte?

“Le nostre proposte hanno una priorità. Le esigenze e i bisogni dei cittadini non devono diventare occasione di rendita e profitti per gli operatori economici privati.

Quindi in brevis noi vogliamo ridurre lo spazio dei privati, dire no ai servizi in concorrenza, superare l’intra-moenia, tornare al modello delle U.S.L. pre-aziendalizzazione.

Inoltre la gestione pubblica del settore sanitario e del suo indotto permetterebbe di superare il problema del precariato, creando una buona e stabile occupazione con politiche anticicliche che servono non solo al settore sanitario ma a tutta la società”.

Quali sono le proposte di “Riconquistare l’Italia” e di Stefano Rosati nel settore dei trasporti?

“Sono reatino, sono stato pendolare per una vita, sia su gomma che su ferro, conosco bene la situazione. Serve una migliore programmazione del pubblico in cui i servizi su gomma e su rotaia non siano messi in concorrenza, ma che siano servizi utili e intercambiabili.

Serve poi uno sforzo per il raddoppio delle ferrovie percorse dai pendolari, penso alla Viterbo – Bracciano – Roma Ostiense.

Sforzo che evidentemente le classi dirigenti di destra-centro-sinistra non sono e non saranno in grado di fare”.

Vuole fare un ultimo appello al popolo, un ultimo appello al voto?

“Siamo una lista di persone, di donne e uomini, di cittadini che stanno insorgendo democraticamente per riconquistare l’Italia e la Costituzione.

Se avete avuto modo di conoscerci in qualche modo, se condividete la nostra visione del mondo, sostenete le nostre liste.

Anche se avete già deciso un altro candidato presidente diverso dal sottoscritto, io faccio l’appello al voto disgiunto per le nostre liste per i nostri candidati, perché questi voti sono linfa ad un progetto politico che sarà di lunga durata.

In Italia serve una nuova classe dirigente e nel nostro piccolo vogliamo contribuire a crearla e per questo serve anche il tuo voto”.

 

 

 

 

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