“Quelli di “caffeina” pensano solo al loro “baretto” e ai fatti propri”: i commercianti di Corso Italia e Via Saffi delusi dal mancato effetto “christmas village”

L'”effetto Christmas Village” a percorrere il triangolo di strade Corso Italia, via Saffi, via Roma non c’è: ti aspetti un’atmosfera di festa e invece trovi poca gente che cammina e commercianti piuttosto arrabbiati che non si fanno pregare per dire la loro, ma chiedono di mantenere l’anonimato: “Sa com’è- precisano. qua appena uno si permette di criticare, subito viene tacciato di invidioso in malafede, questa è una strana città. Noi aspettavamo chissà cosa, invece il “villaggio” non ci ha coinvolti, qualcuno dice che la colpa è delle mancate autorizzazioni del Comune, qualcuno dice che c’erano state promesse non mantenute, siamo alle solite…”. “Gli organizzatori del Christmas però-continuano-una cosa hanno dimostrato di farla benissimo, di essere insuperabili nel pensare ai fatti propri. Pure il “baretto” loro si sono fatti, poi se vedete dove lo hanno piazzato vi mettete a ridere (abbiamo verificato è davanti ad un “vero bar” ndr)”. Si ha la classica impressione girando per la città che una festa del genere non possa essere gestita da privati se non in strettissima collaborazione con il Comune che deve essere interessato anche come “socio in affari”: ma si può appaltare ad un esterno un intero centro storico (ma l’iniziativa è culturale o commerciale, poi? E’ possibile concentrare tutto nelle mani di un unico soggetto senza un pubblico bando?) o ne risulta sminuita anche la qualità della proposta? Ma il dubbio che torna prepotente alla fine è sempre lo stesso, “come è stato possibile tutto ciò?”, un cosiddetto “affidamento diretto” è contemplato dalle leggi in questi casi? Finiamo sempre con l’augurio che la Procura di Viterbo passi a verificare, come ci auguriamo, che tutto si sia svolto in modo corretto, anche se fortemente inopportuno.

(pasquale bottone)

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