Primarie Pd: esultano Ciambella e i Ciambellani, Panunziano i Mazzoliani, ma il “vero” consenso popolare dov’è? Cronaca di un’ illusoria “festa in famiglia”

Esultano, e forse oltremisura, i dirigenti del pd viterbese: addirittura il vicesindaco Luisa Ciambella parla di “un risultato che ha un grosso peso politico”, arrivando ad aggiungere “il popolo con questo voto ha sconfitto il populismo ma anche chiaramente premiato il Pd del futuro e il gruppo dirigente che lo ha sostenuto”. Una analisi che , a parte l’ineleganza formale tautologica (“Il popolo ha sconfitto il populismo”)  lascia molto perplessi per la vaghezza delle affermazioni in essa contenute: innanzitutto i votanti nella Provincia di Viterbo già è molto che non siano diminuiti, e ad un primo esame delle percentuali ottenute dai candidati non si riesce a capire dove sia questa ampia e appassionata partecipazione dell’elettorato. Renzi a Viterbo ottiene il 60/% e raccoglie la totale adesione dei “fioroniani” che non sfondano in maniera clamorosa perchè Orlando era stato appoggiato da Sposetti e Panunzi: la solita distribuzione dei voti tra fazioni del pd, non si intravedono altre novità sinceramente, pdf, pds e pdp ( i partiti dei tre suddetti) hanno schierato le loro truppe per dividere in 3 il partito. “Le famiglie” che scendono in campo e solo loro, il voto di area, di testimonianza praticamente non è esistito, così come non è affatto vero che l’elettorato di centrosinistra abbia manifestato apprezzamento per la classe dirigente del pd viterbese, una classe che tra parentesi neanche si vede chiaramente da chi sia formata, oltre ai “tre tenores”. Il fatto è che il pd a Viterbo ha completamente rinunciato ad individuare linee programmatiche, limitandosi ad amministrare e a cercare di conservare  e mantenere il solito piccolo o grande potere conquistato negli anni,  come è ben noto a tutti e non c’è neanche bisogno di ripeterlo: ma la politica, quella vera, fatta per la gente e tra la gente non abita più qui da tanti, tantissimi anni ormai e l’unica cosa certa è che l’elettorato di centrosinistra libero e pensante  è tutto fuorchè rappresentato  in terra di Tuscia e sempre più drammaticamente ignorato da quello che dovrebbe essere il suo vertice.

(p.b)

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