Home Politica Politiche, – 6 al voto: “L’unica destra sociale siamo noi”, 4 domande di cittapaese.it ad Umberto Ciucciarelli di Casa Pound
Politiche, – 6 al voto: “L’unica destra sociale siamo noi”, 4 domande di cittapaese.it ad Umberto Ciucciarelli di Casa Pound

Politiche, – 6 al voto: “L’unica destra sociale siamo noi”, 4 domande di cittapaese.it ad Umberto Ciucciarelli di Casa Pound

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Quattro domande per comprendere meglio da vicino lo spirito e le motivazioni che spingono Casa Pound  ad affrontare a tutti i livelli il sempre più imminente appuntamento elettorale: quattro domande rivolte ad uno dei più noti e coerenti suoi rappresentanti in Tuscia, il sempre disponibile e (molto) cortese Umberto Ciucciarelli, candidato alla Camera.
In cosa differisce CasaPound  dalla destra cosiddetta moderata? 
CasaPound ha un manifesto politico ben delineato, datato 2009 (potete trovarlo qui: http://blog.libero.it/rac/commenti.php?msgid=6982501&id=259074). 
Per sommi capi, la destra odierna (distante da noi al pari della sinistra) può essere associata alla destra storica post-risorgimentale: liberista, conservatrice e, per alcuni versi, confessionale. Noi siamo altro. Consideriamo ciò che è iniziato a Fiuggi una deriva che il nostro mondo aveva il dovere di respingere. L’atlantismo, l’abbraccio mortale con Berlusconi, una blanda opposizione alla visione globalista del mondo sia dal punto di vista sociale che economico: veleni dei quali solo pochi di noi hanno conservato gli antidoti culturali. CasaPound è una forza laica, sovranista e no-euro, la destra moderata no. Con il PPE e con Tajani non vogliamo aver nulla a che fare, tantomeno con FdI, costola forzaitaliota nata frettolosamente ad uso e consumo di due-tre famiglie romane e programmaticamente insignificante.”
 
Che significa oggi “destra sociale”? 
 
Quel che una volta era l’immaginifico della cosiddetta destra sociale oggi è perfettamente sintetizzato nel programma di Casapound Italia: basta Euro, basta Unione Europea, banche al servizio della Nazione, Stato a tutela dell’economia, lavoro stabile, casa di proprietà per tutti, figli da crescere dignitosamente, stop all’immigrazione incontrollata e rimpatrio immediato dei clandestini, assolutamente no allo Ius Soli, preferenza nazionale, tolleranza zero nei confronti di chiunque delinqua ed a qualsiasi nazionalità appartenga, pene scontate nel paese di provenienza, ripristino dei dazi doganali nei confronti degli stati non socialmente maturi che vogliano esportare in Italia. Resta inteso che il presupposto che rende realizzabili i nostri intenti in economia è il ripristino della piena sovranità monetaria, accanto al superamento della ‘riforma silenziosa’ operata da Carlo Azeglio Ciampi e Giuliano Amato nel 1992 che aboliva d’un sol colpo la seconda parte della Legge Bancaria del 1936 (DL 12 marzo 1936 n.375 – legge 7 marzo 1938, n.141) abbattendo ogni logico confine tra banche commerciali e banche d’investimento, e consentendo di fatto a chi eroga credito di essere socio del debitore con le conseguenze che abbiamo oggi sotto gli occhi. Il discorso sarebbe molto lungo ma non vorrei abusare della pazienza dei lettori di Cittapaese.it.
Debbo dirle che la parola ‘destra’ non ci piace molto: siamo costretti ad usarla (speriamo ancora per poco) solo perchè nell’immaginario collettivo è lì che siamo collocati. E perchè sarà in quel luogo degli emicicli di Montecitorio e di Palazzo Madama che a breve prenderemo posto.”
 
Il suo impegno per Viterbo…
 
“Un deputato del territorio a Roma ha due compiti essenziali: mettersi a totale disposizione del gruppo parlamentare d’appartenenza per il raggiungimento degli obiettivi nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori e stazionare h24 nelle stanze dove la politica decide i tempi d’attuazione degli investimenti che quel territorio riguardano. In estrema sintesi, non si dorme finchè i risultati non stanno sotto chiave. Nella migliore delle tradizioni del mondo che vorrà esprimermi in quel ruolo, a Roma faremo gli interessi della Tuscia nel suo insieme, non quelli particolari. Per quel che concerne la Città, ribadisco che avremo occasione di illustrare quel che vorremmo fare (è già quasi pronto) quando tra un paio di mesi chiederemo la fiducia ai Viterbesi. E sono certo che Casapound Italia entrerà a Palazzo dei Priori dall’ingresso principale.”
 
Cosa cambierà in CasaPound se diventerà forza parlamentare? 
 
“Assolutamente nulla, direttore. La segreteria politica di Casapound Italia Viterbo, in accordo con quella nazionale, ha già comunicato che il 5 marzo, a prescindere dal risultato, saremo fuori dai supermercati per ricominciare la raccolta di generi di prima necessità e la successiva redistribuzione di pacchi alimentari alle famiglie italiane in difficoltà. Faremo nè più nè meno quel che abbiamo fatto finora, il trasformismo per noi non è un’esigenza.
Tanto in Parlamento quanto in Regione saremo coerenti con il mandato popolare affidatoci, unici in un desolato panorama di ‘unti dal signore’ che debbono restituire il favore. Noi non dovremo niente a nessuno se non agli elettori, e questo ci renderà liberi di agire. 
Infine resta inteso, come dichiarato a più riprese dal nostro candidato premier Simone Di Stefano, che i gruppi parlamentari di Casapound Italia garantiranno tanto alla Camera quanto in Senato un appoggio esterno mirato su provvedimenti (ove un Governo ne porti in aula) di esclusiva natura sovranista.”
(p.b.)

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