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Politiche, – 2 al voto: le “domande finali” ad Umberto Ciucciarelli, candidato alla Camera per Casa Pound

Politiche, – 2 al voto: le “domande finali” ad Umberto Ciucciarelli, candidato alla Camera per Casa Pound

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A due giorni dal voto abbiamo chiesto al candidato alla Camera  per  Casa Pound Umberto Ciucciarelli di rispondere alle nostre due  domande finali.

Come ha vissuto la campagna elettorale, come ha visto la “partecipazione” all’evento di Viterbo e della  Tuscia?

“Per chi, come me, per la prima volta concorre alla Camera dei deputati, ammetto che il trasporto e l’enfasi – oltre che la stanchezza – l’hanno fatta da padrone. Ma intorno a me, ho trovato una militanza encomiabile che mi ha supportato e per certi versi sopportato in tutto e per tutto. E’ un’esperienza entusiasmante e adrenalinica: capisci che si sente davvero il bisogno di una politica che dia punti di riferimento se a tutte le ore del giorno e a volte della notte, ti arrivano messaggi e telefonate di congratulazioni e di sostegno. Allo stesso tempo ci si carica di una responsabilità enorme; su Viterbo, dopo cinque anni di politica scellerata, di fatto avallata dal Governo centrale, non si contano le emergenze a cui è necessario far fronte. Mi auguro, anzi, sono certo, che dal 5 marzo e successivamente dopo le elezioni comunali, la svolta sarà tale da poter ricominciare a costruire, mattone su mattone, la dignità del popolo italiano. Iniziando da quello viterbese che merita un trattamento diverso da quello a cui è stato sottoposto negli ultimi anni”.

Con quale stato d’animo attende il 4 marzo?

“Aspetterò i risultati con i fratelli e le sorelle di sempre, amici di mille battaglie che anche in questa splendida avventura con Casapound Italia non mi hanno mai lasciato solo. I sondaggi ci riempiono il cuore di speranza perché oltre ai voti palesi, c’è tanto sommerso che domenica ci accorderà la sua fiducia e stima. Siamo sicuri, dopo poco più di un decennio dalla fondazione, che CPI entrerà di diritto in Parlamento e quelli che di noi avranno l’onere e l’onore di sedere su quegli scranni, daranno l’anima per il proprio territorio e la propria nazione. Dopotutto siamo patrioti: chi più di noi è disposto a combattere fino alle estreme conseguenze? Glielo dico io direttore: NESSUNO.  Avanti dunque, fieri e motivati. Sappiamo di aver fatto un gran lavoro e che abbiamo davanti a noi cinque anni di lotte. Senza dimenticare chi siamo: comunque vada, non ci verrà mai la puzza sotto al naso e dal 5 marzo saremo di nuovo fuori dai supermercati con i banchetti a fare la raccolta alimentare per gli italiani in difficoltà, ma questa volta, sono certo, con qualche freccia in più nel nostro arco”.

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