Percorsi extraurbani: le Saline di Tarquinia

Nel secolo XVIII, quando la salina di Ostia comincia a non essere più in grado di soddisfare Roma, lo Stato Pontificio da vita ad una sorta di ricerca per individuare un sito alternativo. Nel 1802 viene scelta la riva di Tarquinia e subito iniziano i lavori per i quali vengono impiegati i reclusi del carcere di Porto Clementino; Pio VI affida a Giuseppe Lipari l’incarico di creare la Salina.
Contemporaneamente al lavoro delle vasche si realizzano le abitazione dei salinari e si costituisce il borgo, inizialmente con baracche precarie.
Nel 1889 il borgo assume l’attuale conformazione anche se si continuano a realizzare nuove costruzioni come la chiesa nel 1917 e, negli anni ’30, l’edificio per la raccolta, la raffinazione e il confezionamento del sale, ristrutturato dopo la Seconda Guerra.
Nel 1980 è istituita la Riserva Naturale di Popolamento animale per l’avifauna migratrice e stanziale al fine di tutelare anche le strutture architettoniche e l’intero sistema ambientale.
L’attività di estrazione del sale cessa definitivamente nel 1997.

 LE SALINE, Tarquinia
Alfredo Giacomini

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