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“Vietato vivere, pensione irraggiungibile”: l’Ugl Viterbo partecipa alla mobilitazione nazionale del sindacato contro le politiche del governo

“Vietato vivere, pensione irraggiungibile”: l’Ugl Viterbo partecipa alla mobilitazione nazionale del sindacato contro le politiche del governo

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“Yietato vietare-pensione irraggiungibile”, questo lo slogan della mobilitazione nazionale che il sindacato Ugl tiene oggi a Viterbo e in tutta Italia per dire “no all’ennesimo strategemma sulle pensioni, no all’automatismo rispetto alle aspettative di vita, alla penalizzazione previdenziale dei giovani e delle donne, ai burocrati europei che considerano la legge Fornero un tabù intoccabile”. L’Ugl chiede di “bloccare (per poi eliminare del tutto) l’innalzamento dei requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia e anzianità rispetto alle aspettative di vita”, di “estendere la flessibilità in uscita e il riconoscimento della peculiarità e del valore universale della maternità e del lavoro di cura e assistenza familiare” e infine di “rivedere, prorogare ed estendere la platea dei beneficiari dell’ Ape Social. Richieste che dovrebbero poi portare ad un serio dialogo sull’abolizione della legge Fornero.

“Purtroppo, le condizioni per il pensionamento restano indecorose sul piano sociale – è la denuncia del Segretario Generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone – la legge di bilancio avrebbe dovuto porre maggiore attenzione sul tema delle pensioni e del welfare sociale, introducendo nuovi elementi a favore di tutti i cittadini, proponendo correzioni necessarie ad eliminare le tante iniquità previdenziali. Fino a quando non si interverrà su questo fronte, non ci sarà alcuna ripresa economica, soprattutto se il governo continua ad ignorare i problemi cardine dell’Italia, che sono legati alla mancanza di lavoro e relative tutele”.

“Durante il presidio i dirigenti Ugl non mancheranno di testimoniare la propria vicinanza ai lavoratori Amazon impegnati in una difficile quanto emblematica vertenza che unisce i giovani e gli anziani uniti nel denunciare un modello di sviluppo che forse economicamente ha un senso (ma ne dubitiamo) ma dal punto di vista sociale è senza dubbio devastante. “Ecco perché l’Ugl – conclude – ha scelto di scendere in piazza”. O

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