Passaggio a livello, la soluzione unica fermata Porta Romana: la adottò Gabbianelli, funzionava, eppure il duo Marini- Meroi disse “No”, perchè?

Spesso la memoria gioca brutti scherzi. Chi ricorda che, una dozzina di anni or sono, una soluzione “virtuosa” fu realizzata a cura del Comune di Viterbo per superare il passaggio a livello del treno che attraversa Piazzale Gramsci? Senza neanche ricorrere ad un sottopasso che – lo dico da tecnico – è praticamente impossibile (non solo per gli altissimi costi che, da soli, basterebbero a motivare l’irrealizzabilità, ma anche per i vari livelli stradali, uno diverso dall’altro; poi, per la presenza di binari ferroviari, quindi di competenza di “Enti terzi rispetto al Comune di Viterbo”, notoriamente “elefantiaci” nelle decisioni). Una soluzione che prevedeva, per grandi linee, lo schema della valorizzazione delle stazioni di Porta Romana e Porta Fiorentina, attualmente indicata anche nel Master Plan in discussione per la sua “adozione”.

In quella proposta realizzata, il treno si fermava a Porta Romana che diventava, così, la “testata” di linea. Poi, c’era una navetta su gomma che si collegava con Porta Fiorentina e trasportava i pochi passeggeri che, attualmente come allora, lasciano le loro macchine nei paraggi o nel parcheggio antistante la stazione. Il servizio-navetta era garantito dalla Francigena TPL. In quella occasione il dialogo con RFI consentiva di superare, attraverso l’utilizzo delle corse urbane della società pubblica del trasporto urbano “Francigena”, l’abbassamento del passaggio a livello di Porta Fiorentina nelle ore comprese dalle 19 alle 21, passaggio a livello, comunque, non del tutto soppresso per favorire eventuali trasporti merci.
Ripeto: pochi passeggeri che salgono a Porta Fiorentina; posso testimoniarlo perché prendo il treno quasi ogni giorno da Porta Romana. Esso arriva effettivamente “vuoto” o quasi da Porta Fiorentina.

Una buona idea? A me sembra di si. Ma, siccome le buone idee non pagano politicamente, i successori del Sindaco Gabbianelli, gli stessi che per il 75% facevano parte della medesima Giunta, guidati dal duo Marini-Meroi decisero di abolire questa soluzione e di ripristinare le cose come stavano. Cioè, lasciare Porta Fiorentina di “testata del treno”, con il conseguente, defatigante, illogico, assurdo “passaggio a livello” che mortifica la mobilità di questa importantissima parte urbana di città.

Nel compendio delle valorizzazioni, inoltre, era previsto il passaggio in galleria della ferrovia da Porta Romana a Porta Fiorentina, non difficilissimo da realizzare, in considerazione delle quote d’imposta del fascio dei binari. A fronte di tale proposta si configurava, quindi, un premio di cubatura per sostenere l’investimento a favore di chi avesse voluto dare seguito all’iniziativa. Il progetto prevedeva anche il ripristino del collegamento Viterbo-Porta Fiorentina fino alla stazione di Orte, oggi non in esercizio.
Ma l’Amministrazione Marini-Meroi (nella foto), nel segno della “discontinuità” con Gabbianelli (oltre a ripristinare il traffico via Marconi) riaprì nuovamente il passaggio a livello di Porta Fiorentina: non c’è stato un solo viterbese che si oppose a tale “ritorno al passato”. Dimenticando che l’Arch. Armando Balducci, allora Direttore Generale del Comune si era fatto promotore della soluzione che, nella fattispecie, fu studiata – nientemeno – che dai due Studi Tecnici, nell’occasione associati, Sylos Labini e Monaco-Martini (tra i migliori specialisti).

Ma, si sa, Viterbo purtroppo “non ha memoria”. Quando qualcuno prospetta un cambiamento, statene certi, si rende indispensabile “rimettere indietro l’orologio” e lasciare che le cose restino come prima. Cui prodest?

Alfredo Passeri

About the author:

. Follow him on Twitter / Facebook.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *